Dal fascino intramontabile dei toscani e piemontesi alla scoperta di territori emergenti, fino ai Bordeaux: così si ridefiniscono le selezioni nei ristoranti
di Camilla Rocca
foto di copertina: Loris Scalzo
Quando si parla del mondo del vino, una figura centrale e irrinunciabile è quella del sommelier, vero e proprio interprete di storie, territori e passioni racchiuse in ogni bottiglia. Ma cosa rende il loro lavoro così unico? Wine List 2024 ci offre uno sguardo privilegiato su questo universo, svelando i segreti che guidano le scelte dei professionisti del settore, e introducendo nuove tendenze che stanno trasformando il panorama enologico globale.
Abbiamo intervistato Paolo Porfidio, creatore di Wine List
A lui si deve la selezione dei 100 sommelier che hanno partecipato alla terza edizione di Wine List e ci racconta come la selezione dei vini (e quindi delle carte vini all’interno dei ristoranti) stia evolvendo: “Le nuove tendenze della Wine List di quest’anno vedono una crescente attenzione verso il Bordeaux, che sta guadagnando terreno rispetto alla più classica Borgogna e allo Champagne. Questo cambio di direzione dimostra come i gusti dei consumatori e dei sommelier stessi stiano mutando, cercando nuovi stimoli e scoperte. In particolare, territori meno conosciuti come lo Jura, la Valle del Rodano e le zone vinicole del Languedoc-Roussillon stanno emergendo con sempre più forza nelle selezioni”
“C’è un’attenzione crescente verso questi territori meno noti”, spiega Porfidio, “ma non solo. Anche le selezioni internazionali sono in aumento, con paesi come Spagna, Austria e Germania che conquistano una fetta sempre più ampia del mercato e nel cuore di chi scrive le carte dei vini. I sommelier italiani stanno allargando i loro orizzonti e guardano con curiosità al resto del mondo”.
Una selezione in dieci categorie
Wine List 2024 si distingue non solo per l’ampia varietà di etichette, ma anche per un approccio altamente strutturato alla selezione dei vini. Il criterio segue dieci categorie ben definite, pensate per offrire un’esperienza enologica completa e ragionata. Ecco come Porfirio ci racconta le categorie di selezione:
- La scelta intelligente – vini che offrono un ottimo rapporto qualità-prezzo: “quelli che vanno per la maggiore nelle carte dei ristoranti, gli immancabili”.
- La selezione del sommelier – vini scelti per la loro unicità e valore: “quelli da far provare ai veri intenditori e agli ospiti abituali”.
- La scelta etica – vini prodotti secondo pratiche sostenibili e rispettose dell’ambiente: “la Gen Z e i Millennial spesso chiedono direttamente i vini Triple A o i biodinamici, impensabile non avere una selezione in carta nel 2024”.
- Un dolce sorso – selezioni dedicate ai vini da dessert: “spesso poco chiesti o conosciuti, ma oggi richiesti dai veri intenditori”.
- Il vino al calice – proposte accessibili e perfette per essere degustate al bicchiere: “una tendenza sempre più diffusa, soprattutto nei ristoranti che non si trovano nei grandi centri cittadini”.
- Etichetta in rosa – una vetrina dedicata ai vini prodotti da donne: “per fortuna questo mondo non è più prettamente maschile”
- Le radici nel calice – vini che esprimono al meglio la tradizione vinicola di un territorio: “devono essere sempre rappresentati nella cantina di un ristorante per raccontare il territorio”.
- L’annata memorabile– etichette che rappresentano annate eccezionali: “le imperdibili da proporre agli appassionati”
- Un assaggio del territorio – vini locali che esprimono l’essenza del terroir: “il dna del territorio che ospita il ristorante”
- Uno sguardo internazionale – vini che aprono la strada verso nuovi orizzonti enologici: “le grandi scoperte dei sommelier”.
L’Italia resta il fulcro, ma con uno sguardo al mondo
Se da un lato l’Italia continua a giocare un ruolo centrale nelle selezioni, con Piemonte e Toscana sempre in prima linea, ci sono segnali di grande crescita anche da altre regioni. “Le regioni del centro e del sud, come Calabria e Marche, stanno vivendo un momento di grande espansione e riconoscimento”, racconta Porfidio. “Questo dimostra come il nostro Paese continui a essere una fonte inesauribile di eccellenze enologiche, non solo nelle aree più famose, ma anche in quelle ancora da scoprire”.
Ma non è solo l’Italia a brillare. L’apertura verso il resto del mondo è una caratteristica distintiva delle Wine List più moderne. “Stiamo assistendo a una crescita esponenziale nella selezione di vini internazionali”, conferma Porfidio. “I sommelier italiani stanno diventando sempre più cosmopoliti, selezionando etichette che provengono da Spagna, Austria, Germania e altri paesi emergenti nel panorama enologico”.
La crescita dei sommelier e il loro ruolo nel futuro del vino
Una delle caratteristiche più interessanti di Wine List 2024 è il coinvolgimento di 100 sommelier provenienti da tutta Italia. “Siamo partiti con 21 sommelier solo da Milano il primo anno”, ricorda Porfidio. “Poi siamo passati a 55 da tutta Italia il secondo anno, e oggi, nel 2024, contiamo ben 100 sommelier”. Questo gruppo di professionisti non è composto solo da chi lavora in ristoranti stellati o hotel di lusso, ma anche da coloro che operano in realtà più piccole, dove il vino viene raccontato e valorizzato con altrettanta passione e competenza. “È un impegno che va oltre il prestigio del locale”, aggiunge Porfidio, “ciò che conta è la dedizione al racconto e alla promozione del vino, fatta con passione e cuore”.
Guardando al futuro, Porfidio conclude con un augurio: “La Wine List è un progetto che guarda avanti, con l’obiettivo di far conoscere e apprezzare sempre più vini, territori e produttori in tutto il mondo”. Una sfida che i sommelier italiani sembrano pronti ad accogliere, proiettandosi verso un futuro sempre più ricco di scoperte e innovazioni enologiche. “Speriamo per il prossimo anno di poter coinvolgere anche sommelier esteri”.
Camilla Rocca
Una passione per il mondo del vino che parte dalle origini, si è allargata all’enoturismo e ai racconti delle persone, di quei volti, quelle mani, delle storie che sono dietro alla vigna