Confagricoltura apre i lavori della Milano Wine Week 2022 e omaggia le imprenditrici del vino

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Quattro aziende vitivinicole, quattro storie di successo firmate da altrettante imprenditrici. Gian Marco Centinaio, Sottosegretario al Mipaaf: “Milano la capitale d’Italia più vicina all’Europa. È necessario far sentire ai produttori che il paese è dalla loro parte”.

di Giovanna Romeo

Confagricoltura ha firmato a Palazzo Bovara la serata inaugurale della Milano Wine Week, insieme al patron della manifestazione, Federico Gordini, il Sottosegretario al Mipaaf Gian Marco Centinaio, l’assessore allo Sviluppo economico e alla Politiche del Lavoro, Alessia Cappello.

Un appuntamento – ha detto il vicepresidente di Confagricoltura Giordano Emo Capodilista – che conferma la centralità del capoluogo lombardo anche per il comparto del vino, per la vivacità degli scambi commerciali e le occasioni di consumo”. Un consumo consapevole, che l’Italia sa promuovere insieme al territorio, alla cultura e alla produzione agroalimentare di alto livello. In questo segmento le donne hanno un ruolo fondamentale.

L’ Assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del LavoroAlessia Capello, dà il benvenuto sottolineando come Milano sia un centro nevralgico fondamentale per raccontare il valore del Made in Italy, dalla moda al design fino all’enogastronomia. “Milano ha bisogno di eventi come questo, eventi che rendono agli occhi del mondo la bellezza del nostro paese”.

Gian Marco Centinaio, Sottosegretario Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, tra i primi a credere nella formula Milano Wine Week parla di vino come il vero ambasciatore del nostro territorio. Milano è la città più vicina all’Europa che abbiamo nel nostro paese, quando si parla di lanciare una moda, nuove idee, Milano c’è! Il vino italiano è un prodotto di altissima qualità. Mi piace ricordare che ogni bicchiere racconta una storia, un territorio.

Donatella Cinelli Colombini, presidente dell’Associazione Donne del Vino e produttrice di Brunello di Montalcino, ha fornito una fotografia dello stato dell’arte: “Nell’enoturismo il 66% delle attività è gestito da donne; la quota si alza all’80% per le attività di marketing e comunicazione. Tra i winelover, le donne hanno superato gli uomini, raggiungendo il 55%, con un balzo in avanti nell’ultimo anno del 6%”.

Chiara Soldati, con la sua azienda La Scolca (103 anni di vita) ha portato il Gavi nell’Olimpo dei vini bianchi, conferendo al territorio di produzione un’identità riconoscibile “grazie ad una filosofia tailor made che ha fatto di questo areale il ‘Grand Cru del Cortese’ non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Non meno importante è la nostra dedizione continua nei confronti del tema più che mai attuale della sostenibilità circolare”.

Un impegno che Chiara Lungarotti, dall’Umbria, ha voluto sottolineare: “E’ un percorso fondamentale che la nostra azienda a Torgiano ha approfondito, puntando sul rispetto dell’ambiente, del suolo, ma anche delle tradizioni in una prospettiva di innovazione, per garantire produzioni e ospitalità di alto livello”.

Gli spumanti stanno vivendo un momento d’oro: nell’Oltrepò Pavese l’azienda di Ottavia Giorgi di Vistarino ha saputo esaltare le prerogative del territorio con il Pinot nero per il metodo classico, proponendone oggi un consumo a tutto pasto, grazie alla tempra e all’eleganza delle bollicine maturate nel tempo: “Stiamo avendo risultati importanti sul mercato interno e mondiale, segno che il consumatore apprezza l’identità che il metodo classico dell’Oltrepò Pavese sa esprimere. Il nostro distretto continuerà in questa direzione.

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