Alcolici, gradi, centigradi e difficoltà: Il vino italiano ai tempi del cambiamento climatico

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Parla Giulia Bassetto, voce del docufilm realizzato in collaborazione con FIVI: “Adattamento e mitigazione sono fondamentali”

di Nello Gatti 

Online dal 16 gennaio sul canale YouTube di Will Media il reportage “GRADI”, il racconto sul cambiamento climatico nel mondo del vino, realizzato in collaborazione con FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. Un viaggio che, partendo dalle coste di Siracusa ai pendii della Valtellina, valica i confini della viticoltura per raccontare un mondo che cambia e le soluzioni che uomini e donne stanno mettendo in campo.

Presenti alla proiezione in anteprima presso il Cinemino di Milano lo scorso lunedì 13 gennaio, abbiamo voluto intervistare Giulia Bassetto, autrice presso il gruppo Will Media e voce narrante del video reportage.

Giulia, leggiamo dal sito che sei parte di una community “di persone e aziende consapevoli del loro impatto sul futuro”.  La tua è la voce narrante di “Gradi”, il reportage realizzato in collaborazione con FIVI per raccontare il vino italiano ai tempi del cambiamento climatico. Quale impatto volete dare all’esterno con questo lavoro?

Will è nata come start-up nel 2020 con lo scopo di creare una community di persone e aziende sempre più consapevoli del loro impatto sul futuro. Quando si parla di clima, in particolare, è sempre più importante essere consapevoli di come e quanto le proprie scelte quotidiane impattano sull’ambiente. Per questo ci piace continuare a lavorare e portare avanti progetti che raccontano come tutte e tutti noi possiamo essere parte del cambiamento partendo da una maggiore consapevolezza dei fenomeni legati al cambiamento climatico. 

Con il reportage “Gradi, il vino italiano ai tempi del cambiamento climatico” vorremmo passare il messaggio che la crisi climatica ci sta spingendo a cambiare i modelli produttivi, anche del vino, andando sempre più nella direzione dell’adattamento. Aspettare e agire solo quando l’evento estremo si presenta, infatti, non conviene. Soprattutto economicamente parlando. Per questo oggi l’adattamento e la mitigazione sono le due azioni più importanti da portare avanti, in agricoltura e in tutti gli altri settori produttivi.

 

Hai viaggiato dalle coste siciliane fino ai pendii della Valtellina per esprimere una diversità che sfocia anche in sfide diverse tra loro. Quali legate al clima sono particolarmente preoccupanti e quali si possono affrontare con maggiore facilità?

Il titolo “Gradi” racchiude in sé diverse sfumature: i gradi centigradi della temperatura media globale in aumento; i gradi alcolici che possono essere alterati a causa dell’aumento della temperatura; ma anche i gradi di difficoltà che ciascun produttore affronta. Tutte e tre le zone visitate della nostra Penisola sono colpite da eventi climatici estremi: ondate di calore, incendi, siccità, grandinate o forti piogge e conseguenti alluvioni. Quindi non ci sono eventi più preoccupanti di altri, o soluzioni più “facili” di altre. Tutte, infatti, comporteranno nuove sfide e difficoltà. E poiché tutte queste condizioni sono ormai note, diversi produttori stanno interpellando esperti di gestione del territorio per capire come rendere il territorio meno vulnerabile e pronto ad affrontare questi eventi.

Pensi che in tutto ciò il settore vino sia legato ad altri settori o temi spesso non considerati o comunque sottovalutati? Quali?

Il settore del vino, come raccontiamo nel reportage, ha caratteristiche tipiche di molte altre colture. Si basa sulla monocoltura, un sistema agricolo estremamente impattante soprattutto quando si tratta di grosse produzioni. Per questo in parte è uno specchio di quello che sta accadendo a molti altri settori.

Oltre la teoria, è possibile un equilibrio tra sostenibilità ambientale, produttiva e socio-economica nel settore vitivinicolo? 

Come raccontato dopo la proiezione del reportage, è possibile nella misura in cui la mentalità e il modello produttivo cambino.

Fuori dagli schermi, te la senti di raccontare un “dietro le quinte” da condividere?

Vedere con i miei occhi i disastri causati da incendi e alluvioni è stato veramente forte. Allo stesso tempo è stato molto potente constatare che, nonostante le molte difficoltà, tutte le produttrici e produttori non si stanno arrendendo. Un’altra situazione che abbiamo vissuto sulla nostra pelle riguarda l’influenza delle condizioni metereologiche durante alcune fasi chiave della produzione. Eravamo in Valtellina, nei giorni di vendemmia. Una delle due giornate trascorse insieme ai produttori la raccolta si è completamente bloccata a causa della troppa pioggia. Questo ci ha fatto comprendere quanto i produttori dipendono dalle condizioni meteorologiche che talvolta li portano a stoppare un lavoro delicato come la vendemmia.

 

Immagine di Nello Gatti

Nello Gatti

Vendemmia tardiva 1989, poliglotta, una laurea in Economia e Management tra Salerno e Vienna, una penna sempre pronta a scrivere ed un calice mezzo tra mille viaggi, soggiorni ed esperienze all'estero. Insolito blend di Lacryma Christi nato in DOCG irpina e cresciuto nella Lambrusco Valley, tutto il resto è una WINE FICTION.

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