Il perpetuarsi di un grande TrentoDoc. Vent’anni di Aquila Reale Riserva, Cesarini Sforza

Tempo di lettura: 3 minuti

La longevità dimostrata sul campo di un grande vino di montagna esplorata in una verticale di 10 vini e 20 anni.

di Giovanna Romeo

Cesarini Sforza è tra le più note case spumantistiche trentine che hanno contribuito alla nascita e al consolidamento del TrentoDoc in Italia e nel mondo. Marchio pioniere della denominazione, fu fondata a Trento nel 1974 da Lamberto Cesarini Sforza insieme a un ristretto gruppo di amici. Nel 2019 è entrata a fare parte del Gruppo Cavit, realtà esemplare di Consorzio di secondo grado all’interno del quale ha mantenuto la propria identità e filosofia, rimanendo un’unità autonoma soprattutto dal punto di vista produttivo-enologico con una sua direzione che porta avanti, senza incertezze, un preciso stile. Enrico Zanoni, Direttore Generale di Cavit dal 2009 e una lunga esperienza di direzione di business nel settore del food e del beverage maturata prevalentemente all’interno del Gruppo multinazionale Nestlè e, precedentemente, in importanti aziende alimentari italiane, afferma: “la casa spumantistica con l’emblema dell’Aquila Reale racchiude in sé l’essenza del territorio, vanta una lunga storia e un’importante tradizione di qualità. Con l’acquisizione è iniziata una nuova era. Stiamo facendo molti investimenti sulla struttura, sui prodotti, sulla distribuzione e la comunicazione. Abbiamo obiettivi ambiziosi e siamo convinti che riusciremo a raggiungerli”.

L’indubbio valore di Cesarini Sforza è da sempre la sua capacità di produrre spumanti Metodo Classico che siano specchio fedele di un territorio vocato, perfetto mosaico di vigneti e di una viticoltura indirizzata alla massima qualità. Lo confermano gli assaggi di Aquila Reale Riserva esplorati in una verticale di dieci annate. Dalla 2018 con un affinamento di 35 mesi sui propri lieviti fino alla 2001 con 243 mesi (l’anno in cui diviene vero e proprio cru, accentuando le sue caratteristiche di esclusività, pregio ed eccellenza), passando per la 2015 con 73 mesi sui lieviti, la 2013 con 98 mesi sui lieviti, la 2012 con 103 mesi, la 2010 con 137 mesi, la 2009 con 146 mesi, la 2007 (annata spartiacque nel cambio di stile), la 2004 con 188 mesi, e infine la 2003 con 216 mesi sui lieviti. Da sole uve Chardonnay allevate in un unico vigneto situato al Maso Sette Fontane, a una quota di circa 500 metri slm, su terreni dolomitici formati da detriti e suoli leggermente calcarei non molto profondi ed esposizione a Ovest, Aquila Reale è prodotta solo nelle annate ritenute ideali, quelle che permettono una perfetta maturazione delle uve e ne assicurano un ineccepibile sanità (non è stata realizzata la 2014 e la 2019).

Giacitura, altitudine ed esposizioni del vigneto condotto in regime biologico dal 2013, garantiscono le condizioni perfette per definire il vino nella sua estrema eleganza e finezza. La marcata escursione termica tra il giorno e la notte assicura un’acidità degli acini perfettamente equilibrata, elementi fondamentali per concentrare i profumi, per uve che raccolte solo manualmente, generalmente nella prima decade di agosto. Pressate intere e delicatamente con il Marmonier, il torchio verticale utilizzato nella regione dello Champagne, solo il mosto fiore diviene Aquila Reale Riserva, uno spumante di alta classe il cui tiraggio avviene a fine primavera inizio estate. Le bottiglie rimangono per almeno 100 mesi in affinamento sui lieviti in una cantina interrata e climatizzata per mantenere una temperatura costante di 13-14°C tutto l’anno.

“Con la verticale della nostra Riserva Aquila Reale, quello che abbiamo voluto realizzare è un percorso di degustazione con 10 vini che potesse rappresentare al meglio un periodo di 20 anni attraverso l’utilizzo non di vecchie sboccature ma di riserve RD ovvero degorgiate tutte lo stesso giorno, a inizio settembre, e dosate con la stessa liqueur”, commenta Andrea Buccella, Responsabile tecnico ed enologo di Cesarini Sforza. “Nella serie ci sono vini prodotti in annate calde, fredde, normali, con una maturazione in bottiglia sui lieviti che va da 35 a ben 243 mesi per l’annata 2001 e questo permette di apprezzare appieno la longevità dello Chardonnay e la sua evoluzione nel tempo.”

Simbolo del blasone Cesarini Sforza, ripreso anche dallo stemma araldico della città di Trento, l’Aquila Reale è stata scelta per rappresentare la punta di diamante della produzione. Prodotta per la prima volta nel 1986 col desiderio di realizzare un Metodo Classico capace di racchiudere in una tiratura limitata tutta l’energia e la forza del terroir trentino in soli 3 ettari nei quali si fondono la storia, la tradizione e oggi più che mai anche l’innovazione, l’Aquila Reale Riserva è stata valorizzata negli assaggi, dagli abbinamenti dello chef trentino Alessandro Gilmozzi che ne ha fatto emergere la natura vigorosa, mostrandone la potenza e la capacità di evoluzione oltre ad una longevità fuori dal comune.

Cesarini Sforza ha una produzione annuale di circa 1.000.000 di bottiglie di cui una piccolissima quota, dalle 5.000 alle 7.000, di Aquila Reale Riserva. I mercati esteri principali rimangono USA, Germania, Olanda, Russia, Nord Europa.

Facebook
Twitter
LinkedIn