Divina Harmonia, a Monte San Pietrangeli il vino torna a parlare con il territorio

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Il 12 settembre la quinta edizione della manifestazione che trasforma il borgo fermano in un grande percorso di degustazione tra vino, olio, cibo, musica e incontri con i produttori

di Raffaello De Crescenzo

Ci sono manifestazioni enogastronomiche che nascono intorno a un prodotto ed altre che, partendo dal prodotto, provano a raccontare un luogo, e questa è una differenza tutt’altro che sottile. Nel primo caso, infatti, si assaggia, mentre nel secondo, si entra in relazione con un territorio.

È questa, probabilmente, la direzione nella quale si muove Divina Harmonia, la manifestazione che sabato 12 settembre torna a Monte San Pietrangeli per la sua quinta edizione. Dalle 18, il centro storico del borgo fermano diventerà un itinerario diffuso dedicato al vino e all’olio, con 19 produttori diffusi tra vie e piazze, in un percorso nel quale il calice diventa uno strumento per andare alla scoperta di storie, persone e produzioni.

La formula è semplice e proprio per questo efficace: niente grande contenitore fieristico nel quale concentrare tutto, bensì un paese da attraversare. Si prende il calice, si consulta la mappa e si sceglie dove fermarsi. Ogni tappa diventa così una piccola degustazione, ma anche un’occasione per incontrare direttamente chi produce. È un modello che restituisce al vino una delle sue dimensioni più importanti e, forse, oggi più necessarie: quella della relazione.

Perché dietro una bottiglia non c’è soltanto un’etichetta. Ci sono vigne, uliveti, annate, scelte agronomiche, cantina, territori e persone. E soprattutto c’è un racconto che, quando viene affidato direttamente al produttore, assume un valore diverso da quello di qualsiasi scheda tecnica.

A Monte San Pietrangeli questo racconto si inserisce in una cornice particolarmente significativa. Il borgo, affacciato sulle colline fermane, per una sera diventa infatti parte integrante dell’esperienza di degustazione. Le piazze e i vicoli non fanno da semplice sfondo scenografico: sono il luogo nel quale vino, olio e comunità si incontrano.

Un aspetto interessante di questa manifestazione è proprio l’abbinamento tra vino e olio, due prodotti profondamente legati alla cultura mediterranea ed alla storia agricola italiana, ma spesso raccontati separatamente. Due eccellenze che, in realtà, condividono molto più di quanto possa sembrare: entrambi sono espressione di una materia prima agricola, di un’annata, di un ambiente pedoclimatico e soprattutto delle decisioni dell’uomo.

Divina Harmonia prova, dunque, a metterli sullo stesso piano, all’interno di una narrazione più ampia dell’identità enogastronomica marchigiana. Una regione nella quale la ricchezza del patrimonio vitivinicolo convive con una tradizione olearia altrettanto significativa e nella quale il concetto di territorio continua ad avere un peso concreto.

Una serata dedicata al vino, però, non può esaurirsi nel bicchiere: infatti intorno alle degustazioni si sviluppa una vera e propria festa del borgo, con ristoranti e attività del paese, food truck, stand gastronomici, bancarelle artigianali, musica dal vivo e spettacoli che accompagneranno il pubblico lungo tutto il percorso. L’obiettivo è evitare che l’evento abbia un unico centro, distribuendo invece occasioni di incontro in diversi punti del paese.

Anche l’accesso è pensato in una logica inclusiva con l’ingresso alla manifestazione gratuito, mentre per chi vuole degustare, sono disponibili all’ingresso tre formule: un assaggio con calice a 5 euro, tre degustazioni a 12 euro oppure sei a 20 euro. Con il kit vengono consegnati anche pettorina e mappa dell’evento, indispensabili per orientarsi tra le diverse postazioni.

È una modalità intelligente anche dal punto di vista della promozione territoriale: non obbliga il visitatore a seguire un percorso prestabilito, ma gli lascia la libertà di costruire la propria esperienza. Si può arrivare per bere un bicchiere, fermarsi per cena, ascoltare musica, conoscere un produttore o semplicemente passeggiare tra le vie del centro storico. E proprio questa libertà rende l’appuntamento qualcosa di più di una semplice degustazione.

Del resto, la stessa filosofia della Pro Loco di Monte San Pietrangeli, nata nel 2002, è legata alla valorizzazione del territorio, delle tradizioni e dei prodotti tipici attraverso iniziative capaci di tenere insieme dimensione turistica, culturale, gastronomica e sociale.

Divina Harmonia sembra quindi inserirsi perfettamente in questa idea: utilizzare l’enogastronomia non come fine, ma come chiave di lettura di un territorio e forse è proprio qui che sta la forza di una manifestazione come questa. In un momento nel quale il mondo del vino rischia talvolta di parlare soprattutto agli addetti ai lavori, allontanando il consumatore più acerbo, riportare il calice dentro una piazza, accanto al cibo, alla musica e alle persone, significa ricordare che il vino nasce sì dalla terra, ma trova il suo significato più autentico quando diventa cultura, racconto e convivialità.

Il 12 settembre, a Monte San Pietrangeli, sarà dunque possibile assaggiare molti vini e diversi oli, anche se il vero invito di Divina Harmonia è un altro: bere il territorio, un sorso alla volta.

Immagine di Rafaello De Crescenzo

Rafaello De Crescenzo

Analista sensoriale laureato in Tecnologie Alimentari e in Viticoltura ed Enologia. Missionario del gusto con la passione per la divulgazione scientifica. Collabora con Vendemmie dal 2025, occupandosi soprattutto di interviste ed approfondimenti di settore

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