Speciale MWW2022: A cena da Signorvino. Alla scoperta della Cantina Paolo Leo

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In occasione della Milano Wine Week, negli store Signorvino si sono tenuti gli incontri e le degustazioni con il produttore. Ad inaugurare la prima cena è stata la nota azienda pugliese Paolo Leo.

Si è rinnovata anche in questa quinta edizione della Milano Wine Week l’importante collaborazione con Signorvino, la nota catena di enoteche nata dieci anni fa dalla passione per il mondo del vino del patron di Calzedonia, Sandro Veronesi. Una collaborazione che ha visto Signorvino protagonista, con un serie di serate di degustazione, dove ogni appassionato ha potuto cogliere l’occasione di scoprire e approfondire territori, cantine e peculiarità del mondo del vino italiano, del quale la catena veronese è grande ambasciatrice.

Ed è proprio in occasione del primo appuntamento di incontro con il produttore che siamo andati alla scoperta dei vini della cantina Paolo Leo, importante realtà pugliese di San Donaci, in provincia di Brindisi che, nel corso degli anni, è diventata ambasciatrice del proprio territorio in Italia e nel mondo.

Presente alla serata per raccontare i due vini in degustazione è stato Alfredo Tafuro, Brand Manager Italia della Cantina Paolo Leo, al quale abbiamo chiesto alcune considerazioni su valori, mercati e comunicazione della Cantina Paolo Leo.

Cantina Paolo Leo

Ci racconti qualche curiosità sulla Cantina Paolo Leo.

Paolo Leo è una grande azienda con una produzione abbastanza importante che si aggira intorno al milione di bottiglie prodotte. Siamo una realtà grande, ma comunque a conduzione famigliare. Infatti siamo cinque cugini che hanno preso parte al progetto di Paolo, il più grande di noi, che anni fa ha fondato l’azienda. Credo che per descrivere questa azienda si possano usare tre parole, semplici ma molto chiare: umiltà, passione e unione. Umiltà perché la nostra terra è un luogo semplice e allo stesso tempo ricco, che con umiltà si vuole presentare al mondo facendosi ambasciatrice di questa regione. Passione, perché senza, questo lavoro non si potrebbe fare, non si può improvvisare ed è quella passione la caratteristica che accomuna chiunque lavori in Paolo Leo. Infine, l’unione, perché se c’è una cosa che la pandemia ci ha insegnato è proprio che l’unione fa davvero la forza ed aiuta a superare grandi difficoltà. Solo con l’unione si raggiungono i risultati ed il successo.

Alfredo, quanto è importante una manifestazione come la Milano Wine Week per la sua azienda in termini di mercato?

In Italia ci sono due mercati importanti che nel mondo del vino tutti inseguono, che sono Roma e Milano. Oggi, se vuoi essere una grande azienda e muoverti nel mercato come tale, devi essere capillare e affermarti su questi due mercati. In particolare, come Paolo Leo, stiamo lavorando molto intensamente su Milano, perché questa è una piazza attraversata da tanti mercati, talvolta paralleli al mondo del vino, come quello del food, della moda, insomma del business in tutte le sue sfaccettature. La Milano Wine Week è un evento estremamente utile, perché amplifica la visibilità dei marchi che ne sono protagonisti e sostiene questo bisogno di business e di comunicazione di cui ogni azienda ha bisogno, specie nel periodo post pandemico che stiamo vivendo.

L’unione, quindi, della settimana del vino milanese e Signorvino per la sua azienda è strategico in termini di business e comunicazione?

Assolutamente sì. Quella con Signorvino è una collaborazione iniziata quattro anni fa, ed è stata un’operazione commerciale molto importante per noi. Crediamo fortemente in questo progetto che il dottor Veronesi ha creato, ormai dieci anni fa, perché la loro crescita e presenza sempre più forte e diffusa in Italia, assicura anche per noi una capillarizzazione importante e necessaria. Siamo affezionati e soddisfatti di questa collaborazione, anche grazie al forte ritorno d’immagine e comunicazione che porta con sé.

In questa serata, poi, i protagonisti sono stati certamente i due i vini in degustazione della cantina Paolo Leo. Il Primitivo di Manduria “Passo del Cardinale” e il Negroamaro “Orfeo”. Per parlare di Puglia e della cantina, dopo tutto, era necessario avere a disposizione due denominazioni da vitigni autoctoni.

Passo del Cardinale è un Primitivo intenso e profondo. Al naso presenta note di ribes, tabacco, liquirizia e caffè. Il sorso è deciso con tannini ben integrati, accompagnati da una struttura importante ma che non stanca la beva con un finale persistente e speziato.

Orfeo, presenta uno stile ben riconoscibile, ampio e voluminoso fin dal primo sorso, con note di piccola frutta rossa, amarena, ribes nero e mirtillo seguite da una marcata speziatura pepata, che marca sul finale il palato, lasciandolo saporito e persistente.

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