Cerca
WE Vendemmiecolline-unesco-visitconegliano-3-1200x800

Alla scoperta del territorio del Prosecco Superiore, tra Conegliano, Vittorio Veneto e Valdobbiadene

Tempo di lettura: 6 minuti

Un’idea di itinerario non esaustiva perché vorrete tornarci per ritrovare luoghi affascinanti, immaginando sempre nuovi percorsi, dalla pianura verso le colline più alte.

di Marco Colognese

È certamente un mondo vastissimo, quello che richiama il termine Prosecco, fatto di numeri che definire importanti è un eufemismo e altrettanti pregiudizi legati a un’attribuzione di qualità decisamente troppo generalizzante: questa non è certo la sede per entrare nel dettaglio di polemiche e pareri perché uno spesso tomo da solo non basterebbe, di certo però vale la pena concentrarsi sull’area di produzione che ne costituisce il cuore originario e provare a conoscerla, semplicemente perché è un angolo d’Italia davvero affascinante. 

Quella che delimita la produzione del Prosecco Superiore Docg di Conegliano Valdobbiadene è infatti un’area geografica paesaggisticamente stupefacente per la sua bellezza, dove un vitigno come il Glera dà vita alla sua migliore espressione. Il riconoscimento di patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco ha sancito una realtà che ancora pochi conoscono realmente nel dettaglio: ci si trova in provincia di Treviso, ai piedi delle Prealpi Venete, nella fascia collinare che da Valdobbiadene si estende a est fino a Vittorio Veneto.

colline-conegliano-valdobbiadene-1200x869
Colline Conegliano Valdobbiadene

Quella che vi proponiamo qui è un’idea di itinerario, non esaustiva perché vorrete tornarci, alla scoperta di luoghi affascinanti. Immaginando un percorso dalla pianura verso le colline più alte, si parte dal centro di Conegliano: da qui si può salire a piedi verso il Castello medievale, sulla cima del Colle di Giano, lungo la suggestiva scalinata. Percorrendo la splendida via XX Settembre, è possibile visitare tanto la Sala dei Battuti con le sue notevoli pareti affrescate quanto il Duomo dove si conserva una preziosa pala d’altare. La cittadina è anche sede dell’antica Scuola Enologica: a due passi dall’edificio principale si trovano una chicca come l’ottocentesca Bottega del Vino – monumento nazionale – e il Museo Enologico Manzoni.

Bellenda
Bellenda

Da Conegliano in un quarto d’ora d’auto si  arriva Vittorio Veneto; prima di scoprire con una passeggiata il centro del borgo di Serravalle con i suoi palazzi storici e la magnifica piazza Flaminio, spingendosi magari fino al Santuario di Santa Augusta con una ripida scarpinata di mezz’ora ripagata dalla vista che si gode da quassù, ci sono da visitare due cantine attigue nella frazione di Carpesica. La prima è Bellenda, della famiglia Cosmo, azienda con una trentina d’anni, molto attenta alla salvaguardia dell’ambiente e alla salute dei suoi vigneti. La produzione prevede diverse etichette, incluso un ottimo rosso dei Colli di Conegliano e alcuni metodo classico molto ben fatti, ma vale sempre la pena assaggiare un Prosecco Superiore Docg Brut nella sua espressione più classica e sincera come il San Fermo o anche il succoso Sei Uno, extra brut rifermentato in bottiglia con sboccatura dopo poco più di un anno e successiva sosta in cantina dai tre ai sei mesi. Senza poi dimenticare che Bellenda importa e distribuisce piccole interessanti realtà vinicole dalla Champagne a Bordeaux, alla Spagna e alla Slavonia.

Le Vigne di Alice
Le Vigne di Alice
Alice Relais nelle Vigne
Alice Relais nelle Vigne

Proprio lì accanto c’è Le Vigne di Alice, dove Cinzia Canzian sa far bere molto bene, a partire da un prodotto sui generis come .G, Prosecco Metodo Classico che dopo la prima fermentazione e un affinamento di circa sei mesi sulle fecce fini, rimane in bottiglia dopo il tiraggio per almeno altri ventiquattro in attesa della sboccatura: anche (o meglio ancora) con qualche anno sulle spalle può dare parecchie soddisfazioni. E le soddisfazioni sono molte anche per chi sceglie di fermarsi a dormire in mezzo al verde nell’elegante Alice Relais nelle Vigne, accogliente casolare di campagna di fine Ottocento sistemato con cura e amore. La ricca colazione, con i prodotti di un territorio generoso, è un momento tutto da assaporare.

We Vendemmie Colonia Resort
Colonia Resort

Per chi volesse fermarsi a mangiare (ma anche soggiornare) poco distante da qui, Colonìa è un confortevole agri-resort con poche belle stanze, area wellness e piscina. Ospita al suo interno un ristorante notevole come Seda, il cui nome significa seta nel dialetto locale: questo perché Vittorio Veneto ebbe in passato una lunga tradizione di bachicoltura. Alessandro Favrin è un cuoco di grande sensibilità e dotato di una creatività mai sopra le righe che dà origine a piatti in cui gusto ed eleganza vanno di pari passo. Inoltre, il suo locale vanta una cantina forte di oltre quattrocentocinquanta etichette da tutta Italia.

Abbazia di Santa Maria, il chiostro
Abbazia di Santa Maria, il chiostro
Villa Abbazia
Villa Abbazia

Da Vittorio Veneto si può raggiungere Valdobbiadene passando per Follina: nel suo piccolo centro si trova un tesoro come l’antica Abbazia di Santa Maria, la cui prima menzione si trova in un documento del 1127. La sua facciata costituisce uno dei migliori esempi di gotico cistercense del Veneto. Per chi volesse fermarsi a Follina e vivere un’esperienza di lusso, Villa Abbazia è l’elegante hotel a cinque stelle affiliato a Relais & Chateaux: in un palazzo del XVIII secolo, al suo interno c’è un ristorante di ottimo livello come La Corte e il più informale bistrot La Cantinetta, entrambi dotati di una ragguardevole carta dei vini.

We Vendemmie Gigetto Cantina 2
Gigetto Cantina

E a proposito di carte poderose, vale assolutamente la pena una sosta a Miane, si tratti di un pranzo o di una cena. Da Gigetto è uno storico locale che oltre a una cucina come si deve ha una stupenda cantina (va da sé visitabile) a cui si arriva percorrendo una lunga galleria. Attorno a un pozzo d’acqua sorgiva profondo diciotto metri, ecco nicchie e stanze in cui si conservano bottiglie di ogni genere con milleseicento etichette tra le quali scegliere. Man mano che si sale il panorama si apre sui vigneti e ci si rende conto di come il concetto di rive, i fianchi delle colline con le loro pendenze ripidissime, possa tradursi in una viticoltura realmente eroica. Siamo arrivati a Valdobbiadene: qui si concentrano numerosissimi produttori, più o meno noti, ma soprattutto si trovano i 108 ettari dell’area collinare da cui arriva il Prosecco DOCG Superiore di Cartizze. Si parla di un chilometro quadrato di viti che contano circa centoquaranta proprietari terrieri, una sottozona di grande pregio conosciuta anche come Pentagono d’Oro per la sua forma che si estende tra le frazioni di Santo Stefano, Saccol e San Pietro di Barbozza.

WE Vendemmie Agostinetto
Agostinetto

Nel borgo di Saccol, ai piedi della Bastia di Mondeserto, merita una visita la cantina di Daniele Agostinetto, giunta alla quarta generazione e tra le più vecchie del territorio, che con le sue novantamila bottiglie rappresenta per quest’area una nicchia. Il suo Cartizze è particolarmente pregevole e di grande finezza, ma se si trova (perché ne produce solo duemilacinquecento esemplari) il passito Mondeserto a base Glera è una leccornia liquida. A Saccol si può dormire e mangiar molto bene alla Locanda Mamagiò, antica casa di famiglia rimessa a nuovo con cura: il luogo ideale per starsene in pace nel silenzio in mezzo ai vigneti.

Bisol, territorio
Bisol, territorio
Bisol, Cantina Storica
Bisol, Cantina Storica

Tra i grandi merita certamente la visita e una degustazione Bisol 1542, di proprietà del Gruppo Lunelli, sia per la sua storia, dato che le prime testimonianze della presenza della famiglia nel territorio del Chartice datano al XVI secolo, sia perché Desiderio, detto Jeio, fu il primo ad avere l’idea, una settantina d’anni fa quando non si parlava di terroir, di dividere i vigneti tra i cinque suoli differenti di tutta l’area per dare origine a vini molto diversi tra loro. Se di Bisol 1542 è affascinante la cantina storica, non va perduta la visita al vigneto trasformato in giardino nel cuore del Cartizze, sia per la sua biodiversità sia per il panorama di rara bellezza che si gode da lì.

We Vendemmie Salis
Salìs

Notevole alternativa in termini espressivi è quella di Casa Coste Piane a Santo Stefano con un vino che il produttore stesso definisce Frizzante…Naturalmente che rifermenta spontaneamente in bottiglia: un bell’esempio è il Brichet Colli Trevigiani IGT da Glera e in piccola percentuale Verdiso che arrivano da un vigneto storico di Miane. Cinque minuti d’auto al massimo bastano per arrivare da Salìs, ristorante enoteca in una meravigliosa posizione panoramica che all’ottima cucina di Chiara Barisan unisce una valida selezione di etichette. Salìs si trova all’interno dell’Agriturismo due Carpini: nove camere con vista sulla natura divise tra due strutture vicine e a disposizione una spa e una bellissima piscina panoramica.
Buon soggiorno!

Foto copertina Colline Valdobbiadene Unesco, crediti: visitconegliano

Facebook
Twitter
LinkedIn
TS Poll - Loading poll ...