Slow Wine Fair, Maria Grazia Mammuccini, FederBio: identità locali e sostenibilità asse fondamentale per l’agroalimentare

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A Sana Slow Wine Fair abbiamo incontrato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio, con cui abbiamo ampliato il panorama parlando dell’impatto della situazione internazionale su tutto il comparto agroalimentare, del futuro del Made in Italy e fatto il punto sulla transizione ecologica e sui vantaggi offerti dal biologico.

 

L’intervista esclusiva di Raffaele Cumani

 

Bologna 27 marzo 2022 – Maria Grazia Mammuccini è Presidente di FederBio, una federazione di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, avente l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo.

Abbiamo avuto l’occasione di ampliare le questioni già sollevate con Carlo Petrini e Giancarlo Gariglio con una visione complessiva su tutto il comparto agroalimentare.

“L’aumento di costi dal punto di vista energetico e delle materie prime” da una parte, sommata alla crisi data da questo periodo di siccità straordinaria “sta veramente mettendo in difficoltà tutte le aziende agricole sia convenzionali che biologiche”.

“Certo il biologico ha delle risposte in più, sottolinea Mammuccini, proprio perché in momenti di crisi come questo gli strumenti forniti dal biologico si rivelano essere non solo vantaggiosi per l’ambiente e la biodiversità ma diventano anche un sostegno dal punto di vista socio-economico.

Basti pensare al costo dei fertilizzanti chimici, triplicato in poche settimane, e alle relative difficoltà di reperimento “il biologico non usa fertilizzanti, il biologico usa le rotazioni, i sovesci, i fertilizzanti naturali, le materie seconde, un metodo che guarda alla circolarità , una pratica che in un momento di crisi può diventare un esempio per le aziende convenzionali e accelerare la transizione ecologica.

Ma a che punto siamo con questo processo? “Sicuramente bisogna accelerare il processo di transizione ecologica perché è indispensabile dal punto di vista ambientale, climatico, ma anche economico-sociale: il reddito degli agricoltori si riduce sempre di più.

Il biologico è uno strumento, ancora più funzionale in un momento di crisi ma che presuppone un cambiamento di più ampio respiro, come sottolinea Mammuccini, “bisogna cambiare l’approccio complessivo al consumo di cibo, puntare allo spreco zero, ridurre il consumo di carne, creare filiere etiche che riconoscano il giusto prezzo agli agricoltori, riducano i passaggi intermedi della filiera e cerchino il prezzo giusto per il consumatore”.

Il Senato ha recentemente approvato in via definitiva il Ddl sul biologico in agricoltura “un’opportunità straordinaria”, secondo Mammuccini per un paese come l’Italia in cui il cibo rappresenta l’identità dei territori e i cui prodotti tipici sono eccellenze riconosciute in tutto il mondo.

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