Slow Wine Fair, Silvano Brescianini, Consorzio Franciacorta

Tempo di lettura: 2 minuti

A Sana Slow Wine Fair abbiamo incontrato Silvano Brescianini, Presidente del Consorzio Franciacorta, con cui abbiamo affrontato il tema della biodiversità in vigna, le paure e le difficoltà dei produttori poste dalla recente situazione internazionale e il futuro del Consorzio Franciacorta.

 

L’intervista esclusiva realizzata da Raffaele Cumani

 

Bologna 27 marzo 2022 – Difficoltà di reperimento e rincari delle materie prime, tempi di consegna dilatati, aumenti esponenziali del costo dell’energia, crisi idrica data da un periodo eccezionalmente lungo di siccità.

Il peso di tutto questo impatta inevitabilmente anche sulla viticoltura e sui produttori di vino, Silvano Brescianini non nasconde la sua preoccupazione “per la programmazione del lavoro ma soprattutto perché tutti questi aumenti inevitabilmente andranno nella filiera e noi non vogliamo allontanare il consumatore dal vino.

Non solo la drammatica situazione di incertezza a livello internazionale, ma anche e prima di tutto il cambiamento climatico che ha portato ai minimi storici le piogge nei mesi scorsi.

Se per la viticoltura nell’immediato questo non è stato un problema come per altri comparti dell’agricoltura – la vite è nel suo periodo di riposo vegetativo – la preoccupazione dei viticoltori guarda più avanti, anzi più in alto: “siamo più preoccupati per le riserve idriche, per il fatto che in montagna e sulle Alpi non c’è neve” dice Brescianini.

In un’ottica di sostenibilità a tutto tondo che non metta mai in secondo piano la qualità del vino prodotto, i viticoltori della Franciacorta stanno lavorando “all’incremento delle conoscenze di tutto quello che è la biodiversità funzionale, ovvero quanto la vita del vigneto e del sottosuolo ci può essere alleata” poiché sottolinea Brescianini “credo che noi dobbiamo ragionare da agricoltori quali siamo e ricordarci che la terra madre è il punto di partenza per tutto e va rispettata per noi ma soprattutto per le prossime generazioni.

La Franciacorta ha da poco compiuto i suoi primi sessant’anni e guardando al percorso compiuto “oggi è molto interessante vedere come questa comunità di produttori abbia preso coscienza di questo percorso” ma soprattutto, conclude Brescianini, come “stia lavorando per rispettare il territorio, per gestire meglio i vigneti, implementare e conoscere la biodiversità e soprattutto creare qualcosa di importante da lasciare alle future generazioni.

Facebook
Twitter
LinkedIn