Un occhio alla bontà, l’altro alla solidarietà: i regali solidali per il Natale 2022

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A sé o agli altri, regalare una bottiglia di vino può rappresentare anche un dono importante per i meno fortunati. Ecco dieci iniziative di beneficenza che mettono insieme etichette di vino e buone azioni.

di Francesca Ciancio

E se invece di correre all’impazzata per comprare quanti più regali possibile ci fermassimo a pensare che un dono può fare la gioia di più persone? Non solo la contentezza di chi lo riceve, ma anche quella di chi beneficia delle donazioni che nascono da quell’acquisto. Ecco perché si moltiplicano anno dopo anno le iniziative solidalianche nel comparto vino che, complice il periodo di feste, mette a disposizione diverse occasioni di acquisto anche a scopo benefico. Impossibile fare una lista esaustiva delle tante offerte, ma proviamo a buttar giù una lista di idee-regalo che possano far contenti e dare una mano a chi ha più bisogno

1. Economia Carceraria è un’associazione nata a Roma nel 2018 che mette in rete tanti prodotti – alimentari e non – realizzati dai detenuti all’interno delle carceri italiane. Sul sito web è possibile acquistare davvero tante leccornie. Tra queste la Barbera Valelapena realizzata dai detenuti della casa penitenziaria di AlbaOgni anno il progetto coinvolge persone che all’interno dell’istituto seguono un corso per ottenere la qualifica di operatore agricolo. Alla vinificazione, imbottigliamento ed etichettatura provvede l’Istituto Enologico Umberto I di Alba.

 Barbera Valelapena

 

2. La Zaccagnini è tra le aziende storiche abruzzesi più note e tra i suoi vini iconici c’è senza dubbio il “Tralcetto”, la bottiglia che porta legato al collo un pezzetto di tralcio di vite, il simbolo della versione più semplice e fragrante del Montepulciano della cantina. Quest’anno lo si può acquistare in versione solidale, per l’accordo tra l’azienda dell’entroterra abruzzese e Amref, l’associazione internazionale che da decenni si occupa dei fabbisogni dei bambini africani. Tutti i vini sono stati donati dalla cantina e l’intero ricavato andrà a favore dei progetti in Africa dell’associazione.

coppia-vini-amref

3. Con le confezioni di Legambiente l’obiettivo è quello di portare sulla tavola delle feste un racconto speciale. La storia di prodotti d’eccellenza che vengono dalle terre liberate dalle mafie. Inoltre si sostengono le attività di salvaguardia di specie a rischio e minacciate nelle aree di Legambiente Natura. Così nella “box Orso Marsicano” possiamo trovare, oltre a panettoni e conserve, anche una bottiglia di Grillo della cantina Centopassi.

Orso-marsicano box

 

4. Per un regalo davvero dal valore grande si può andare sullo shop dell’U.G.I,l’Unione Genitori Italiani che nasce per raccogliere fondi per le famiglie di bambini e ragazzi malati di tumore in cura presso il Centro di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino. Le possibilità sono tante, ma un’ottima scelta può essere la Barbera d’Asti Docg di Boeri con l’etichetta personalizzata apposta per l’associazione.

Barbera Boeri per UGI

5. La Fondazione Francesca Ravaaiutal’infanzia in condizioni di disagio in Italia e nel mondo, tramite adozioni a distanza, progetti, attività di sensibilizzazione sui diritti dei bambini, volontariato. Rappresenta in Italia l’organizzazione umanitaria internazionale N.P.H. Nuestros Pequeños Hermanos (I nostri piccoli fratelli), fondata nel 1954 da Padre W. B. Wasson. Sono tantissimi i progetti che possono sostituire i doni natalizi, ma altrettanto numerose sono le confezioni da acquistare. Tra queste, due ottime referenze come il Brunello di Montalcino Docg di Mastroianni o le etichette dell’azienda siciliana Planeta.

6. Suore che producono un ottimo Prosecco Docg. Succede nel monastero cistercense dei Santi Gervasio e Protasio di Vittorio Veneto in provincia di Treviso. Lo ha tenuto a battesimo il Presidente della regione in persona, Luca Zaia. Il progetto è nato per sostenere le necessità economiche del convento ed è un prodotto, come ha commentato il governatore “che porta con sé i valori della sostenibilità, del rispetto dell’ambiente, del bio”. Per acquistarlo non c’è uno shop online, ma è sufficiente andare sulla pagina Facebook dell’istituto religioso.

prosecco Suore

7. In principio fu il caffè, quello sospeso, pratica napoletana di lasciare una “tazzulella” pagata per i più bisognosi. A Torino fanno lo stesso, ma con il vino. L’iniziativa, chiamata la Buta C’Aspeta, è di Sergio Rovasio, titolare della vineria Oinos di Torino in San Salvario. “Per tutto il mese di dicembre  – spiega l’imprenditore –    invitiamo i nostri clienti ad acquistare una bottiglia di vino sfuso e di lasciarla per donarla all’associazione di volontariato Ammp”. L’Associazione Maria Madre della Provvidenza è nata nel capoluogo piemontese a seguito della guerra nella ex Jugoslavia e ancora oggi mette insieme persone disponibili a dedicare un po’ del loro tempo in favore di chi è in gravi difficoltà economiche, malate e sofferenti.

8. La raccolta fondi contro le malattie oculari parte da Breganze, dall’impegno dell’azienda veneta Maculan con un progetto arrivato ormai alla sua tredicesima edizione. Non a caso si chiama “Santalucia”, la santa patrona protettrice della vista, l’iniziativa di solidarietà che vede coinvolta la Fondazione Banca degli occhi del Veneto. Dal 13 dicembre – giorno di Santa Lucia infatti – sarà possibile acquistare una delle 300 bottiglie, uniche e numerate, ordinabili alla cantina o alla Fondazione. Il vino arriva da un’unica barrique di Cabernet sauvignon e le donazioni partono da 100 euro.

Maculan Santalucia

9. Rimaniamo in Veneto ma ci spostiamo a Peschiera del Garda dove ha sede l’azienda Le Morette, tra le interpreti più interessanti del Lugana Doc. La cantina veronese ha sposato il progetto Diritto all’acqua in Etiopia di GMA, Gruppo Missioni Africa, con una speciale etichetta del Mandolara, a tiratura limitata, il cui ricavato verrà devoluto al “Villaggio della Speranza” una clinica di riabilitazione pediatrica nella periferia di Gassa Chare, nella regione del Dawro Konta, a circa 500 chilometri dalla capitale Addis Abeba. Il centro, che attualmente non dispone di acqua potabile, attinge a un pozzo stagionale o la acquista e stocca in cisterne per far fronte alle quotidiane esigenze, ma in condizioni igieniche precarie. L’etichetta, creata dall’artista vicentino Giakomo, è in vendita al prezzo di 11 euro in cantina e sullo shop online per tutto il mese di dicembre.

10. Chiudiamo come abbiamo aperto, con i vini di un’altra casa circondariale, questa volta campana, esattamente quella di Sant’Angelo dei Lombardiin provincia di Avellino, con vigneti che arrivano anche a 900 metri di altezza, condotti in regime biologico. Le etichette sono state ideate e disegnate dagli stessi detenuti e il loro nome fa (auto) ironicamente il verso a una condizione di vita tutt’altro che facile: sono il Fiano, la Coda di Volpe e la Falangina“Freschi di galera”. Sullo shop di Economia Carceraria.

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