Il ruolo delle colture di copertura in vigna

Tempo di lettura: 2 minuti

Uno studio condotto dall’Università di Adelaide sottolinea i benefici delle cover crops che generano un aumento del 23% del livello di carbonio organico nel suolo dei vigneti.

Abbiamo parlato dello stretto rapporto tra arboricoltura e viticoltura, dell’importanza del recupero in vigna della promiscuità di coltivazioni integrate con altri vegetali a favore della biodiversità e come arma per mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Un recente studio condotto dall’Università di Adelaide si focalizza sulle colture di copertura nei vigneti e sul loro fondamentale contributo, in particolare, mettendo in luce gli effetti benefici che si possono ottenere con l’aumento del livello di carbonio organico nel suolo.

Le colture di copertura, o cover crops, sono colture erbacee intercalari inserite tra due principali, il loro scopo non è quello di essere destinate alla raccolta, non sono loro gli “attori protagonisti”, ma possono svolgere un fondamentale ruolo di “comprimari” sotto molteplici punti di vista: migliorano la fertilità del suolo, mitigano gli effetti dell’agricoltura sull’ambiente circostante, rallentano i fenomeni di erosione, aumentano la disponibilità di acqua, aiutano a controllare i parassiti confondendoli e rallentandone le azioni e aumentano la biodiversità .

I risultati dello studio australiano sono stati pubblicati su Science of The Total Environment, e riportati sul portale International Wine Challenge a firma di Chris Boiling. Lo studio è stato condotto da uno studente di dottorato, Joseph Mark, con il contributo del dottor Thomas Lines, di Chris Penfold e del professor Tim Cavagnaro.

Si è rilevato che nelle vigne dove erano state piantate colture di copertura, direttamente sotto le viti, il carbonio organico (SOC) presente nel terreno è risultato essere più alto del 23% rispetto ai vigneti che ricorrono all’utilizzo di erbicidi. L’aumento dei livelli di SOC aiuta la struttura del suolo, migliora l’aerazione – grazie alla capacità fittonante di alcuni apparati radicali delle piante comprimarie – rimuove l’anidride carbonica dall’atmosfera.

L’attività microbica è aumentata di oltre il doppio nei suoli interessanti delle colture di copertura, grazie ad un aumento del carbonio organico disciolto e ci sono prove di carbonio più resistente nei suoli delle cover crops.” – afferma Joseph Mark – “Questi risultati suggeriscono che la gestione delle colture di copertura sotto le viti, è una potenziale soluzione per aumentare gli stock di SOC all’interno del sistema vigneto. Presi insieme, i risultati di questo studio indicano che il passaggio dalla nuda terra alle colture di copertura nel sottovigneto, ha il potenziale per trattenere il carbonio nei suoli dei vigneti“.

Lo studio è stato condotto su due vigneti allestiti a partire dal 2014, il terreno è stato sottoposto a quattro diversi trattamenti, tra cui due combinazioni di colture di copertura, un pacciame di paglia e un controllo gestito da erbicida. Le campionature sotto le viti sono poi state condotte fino a una profondità di 30 centimetri per analizzare la concentrazione di carbonio organico del suolo.

Foto copertina: Joseph Mark
Crediti: International Wine Challenge

Facebook
Twitter
LinkedIn