Equalitas: una masterclass in nome della sostenibilità

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Una degustazione che ha visto protagoniste cinque prestigiose aziende impegnate nel raggiungimento e affermazione della sostenibilità, tramite la certificazione Equalitas. Una sostenibilità che passa dalle parole ai fatti e arriva nel bicchiere.

Dopo il convegno Equalitas – Pillole di Sostenibilità, tenutosi lo scorso 14 ottobre a Palazzo Bovara, in occasione della quinta edizione della Milano Wine Week, nelle stesse sale dello storico palazzo milanese, cinque produttori riuniti sotto l’importante certificazione di sostenibilità di Equalitas, hanno mostrato il frutto del lavoro delle loro aziende, manifestando come la sostenibilità non sia solo un concetto ambientale, ma che abbracci anche gli aspetti economici, etici e sociali del termine.

Le aziende protagoniste di questa degustazione sono state: Ricci Curbastro – Franciacorta / Lombardia, con Gualberto Ricci Curbastro, Feudi di San Gregorio – Campania, con Antonio Capaldo – Salcheto – Toscana con Carlotta Villa, Duca di Salaparuta– Sicilia con Claudia Piccinini e Torrevento– Puglia con Francesco Liantonio.

Ogni azienda oltre a presentare un assaggio di una bottiglia della propria produzione, ha regalato anche una Pillola di Sostenibilità, tema centrale del convegno, andando a dimostrare in che modo la sostenibilità sia protagonista e compagna nelle produzioni di alta qualità nel quotidiano di ogni realtà.

Vini Masterclass Equalitas

RICCI CURBASTRO – Franciacorta Brut Satèn Ricci Curbastro 2017 – Magnum

Ricci Curbastro è un’azienda storica in Franciacorta, azienda che ha saputo nel corso del tempo affermare il proprio stile e la propria forza, presentando oggi una produzione di circa 200 mila bottiglie l’anno. La pillola di sostenibilità dell’azienda riguarda la sostenibilità circolare e si manifesta attraverso il progetto “Le tre vite dell’albero”, progetto che aiuta il recupero e smaltimento di legno, doghe e barili usate durante il processo di affinamento del vino, per la produzione di casette per uccelli insettivori che vengono disposte nelle vicinanze o all’interno del vigneto. Il progetto è sostenuto dalla collaborazione con l’Istituto di Pena di Alessandria che coinvolge nel processo di recupero i propri detenuti.

Andando all’assaggio del Franciacorta Brut Satèn 2017, troviamo un vino con una bolla fine e persistente. Al naso presenta note floreali e fruttate che ne mostrano una complessa struttura aromatica, accompagnata da sensazioni li lievito e pasticceria. Il sorso è ricco e cremoso e lascia il palato saporito e sapido. Un vino certamente da tutto pasto, ma che sicuramente non discute la sua piacevole beva anche fuori dall’abbinamento gastronomico.

FEUDI DI SAN GREGORIO – Greco di Tufo Cutizzi 2021

Quella di Feudi di San Gregorio è un’azienda relativamente giovane, che vede la propria nascita intorno al 1986. Figlia di una terra vitivinicola – la Campania – che sta assistendo sempre più alla propria crescita vitivinicola e qualitativa, acquisisce la certificazione Equalitas nel 2021 e presenta come Pillola di Sostenibilità un aspetto sociale incentrato sulla formazione, attuata sempre più all’interno dell’azienda, cercando di creare dipendenti consapevoli e formati sul tema ambientale, individui dunque capaci di lavorare in modo sostenibile e vivere in modo sostenibile anche nella propria vita privata.

Nel bicchiere, l’azienda Feudi di San Gregorio presenta il suo Greco di Tufo “Cutizzi” 2021, un vino di colore giallo intenso tendente al dorato. Presenta note vagamente sulfuree seguite da un’ampia aromaticità fruttata di mela, pera e prugna. Il sorso è ricco, capace di coinvolgere integralmente il palato lasciandolo sapido e minerale.

SALCHETO – Vino Nobile di Montepulciano 2019

Azienda Toscana nata nel 1984, che della sostenibilità ha fatto da sempre il suo personale e principale obiettivo, insieme a quello di presentare sul mercato il valore e l’importanza del Sangiovese e la qualità generale della propria produzione. La Pillola di sostenibilità dell’azienda è certamente più che una pillola, in quanto sono diversi i progetti che nel corso del tempo l’azienda Salcheto ha portato avanti, e in questa degustazione la si è potuta toccare con mano, infatti la bottiglia è leggerissima e la sua produzione ha abbattuto tantissimo i costi e l’impatto sull’impronta carbonica, inoltre come tutta la denominazione del Nobile di Montepulciano l’azienda è certificata Carbon Free, biologica e completamente autonoma a livello energetico.

Nel calice troviamo un Nobile di Montepulciano energico e territoriale. Naso fruttato con note di amarena e ciliegia seguito da rimandi floreali di violetta. Seguono note più pungenti di spezie, pepe nero, chiodi di garofano e liquirizia. Il sorso è caldo, ricco e ampio, tannino fitto, marcata persistenza e retrogusto fruttato di lampone e amarena, poi seguiti da richiami floreali alla rosa e alla violetta, e da toni terziari speziati di pepe nero, cuoio, chiodi di garofano, liquirizia e tabacco. Avvolgente e caldo il palato, fitto e scorrevole nella trama tannica, di lunga persistenza.

DUCA DI SALAPAURUTA – Nero D’Avola 2018

Cantina storica della Sicilia vitivinicola, che nel corso del tempo ha affermato sempre più il suo marchio e la sua forte rappresentazione del territorio siciliano con le sue tre aziende satellite (Duca di Salaparuta, Corvo e Florio). Inserita in un tessuto semi urbano, l’azienda afferma la propria sostenibilità grazie alla collaborazione con l’Associazione Le Vie dei Tesori, con l’obiettivo di diffondere la cultura del territorio e del patrimonio culturale siciliano, coinvolgendo il tessuto sociale delle città.

Nel calice troviamo un Nero d’Avola elegante e complesso. Colore rosso rubino tendente al violaceo. Al naso presenta note vive e mature di frutta, ciliegia, marasca e lampone seguite da una forte impronta mediterranea. Segue poi l’assaggio con un sorso ampio e morbido, tannini vellutati ed eleganti, piacevole la nota succosa e fruttata che si ripresenta post deglutizione.

TORREVENTO – Nero di Troia Vigna Pedale 2016

Azienda storica pugliese che mira alla tutela e affermazione della viticoltura pugliese in Italia e nel mondo. È stata la prima azienda vitivinicola in Puglia a presentare il Nero di Troia in purezza con il Vigna Pedale castel del Monte 1992, emblema di questo grande vitigno autoctono.

La Pillola di sostenibilità dell’azienda nasce naturalmente, in quanto, essendo ubicata all’interno del Parco Rurale dell’Alta Murgia, la salvaguardia economica ed ambientale dello stesso è di vitale importanza. Questo processo si afferma poi attraverso l’uso di energie rinnovabili e con il rafforzamento diretto dell’asse economico, sociale ed etico di tutto il paesaggio.

Nel calice, Vigna Pedale 2016. Colore molto intenso e profondo, con lievi riflessi granati. Al naso presenta note ricche e scure di frutta matura, ciliegia, lampone, prugna seguite da accenni speziati che creano complessità. Il sorso è ampio e marcato, persistente con le note speziate che si ripresentano al retrogusto. 

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