Congresso Mondiale OIV: allerta su siccità e caldo estremo

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Forniti i dati sulla produzione mondiale di vino: il livello è simile a quello osservato lo scorso anno, circa 260 milioni di ettolitri.

Si conclude oggi il 43° congresso annuale dell’ Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV), in corso a Ensenada, Baja California, Messico.Tornata dopo una pausa di due anni imposta dalla pandemia globale, la grande plenaria targata OIV ha messo sul tavolo diverse sfide urgenti, legate soprattutto ai cambiamenti climatici. Il congresso è stato tuttavia anche l’occasione per valutare le prime stime finali della vendemmia appena conclusasi.

Secondo i dati raccolti la produzione mondiale di vino dovrebbe rimanere stabile nel 2022 a circa 260 Mio hl. Questo sarà il quarto anno consecutivo in cui la produzione globale sarà leggermente inferiore alla media ventennale. Tuttavia, nell’UE, la produzione di vino dovrebbe attestarsi a 157 Mio hl, registrando un aumento annuo di 3,5 Mio hl (+2%) rispetto al 2021.

Positive le performance di Italia, Francia e Germania, che compensano i bassi raccolti attesi in Spagna e Grecia, particolarmente colpite dall’ondata di caldo estivo. Le prime previsioni di raccolto negli USA indicano che il volume di produzione sarà leggermente inferiore rispetto al 2021 a 23,1 Mio hl, con un calo del -4%. Dopo i record dell’anno scorso, i vigneti dell’emisfero australe hanno prodotto volumi medi, con l’unica eccezione della Nuova Zelanda, grazie alle condizioni climatiche favorevoli che hanno aiutato la regione a raggiungere la sua maggiore produzione con 3,8 Mio hl, un aumento del 44%. Complessivamente, nel 2022 la produzione vinicola dell’emisfero australe dovrebbe rappresentare il 21% del totale mondiale, con 55 Mio hl, un calo del -7% rispetto al 2021.

Nel frattempo, un recente rapporto dell’Osservatorio europeo sulla siccità (EDO), ha evidenziato come l’Europa abbia affrontato la peggiore siccità degli ultimi 500 anni quest’estate, con due terzi del continente in uno stato di allerta che ha ridotto la navigazione interna, la produzione di elettricità e le rese di alcune colture, con un chiaro deficit di umidità del suolo. La grave siccità di quest’anno va considerata come un duro campanello d’allarme secondo Pau Roca, direttore generale dell’OIV. “Il cambiamento climatico è reale ed è, senza dubbio, una delle sfide più importanti del nostro settore”, ha affermato. “Le anomalie meteorologiche sono diventate la nuova normalità e probabilmente dovremmo riconoscere il loro verificarsi regolare invece di trattarle come emergenze”.

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