Vino in lattina, in crescita per qualità e popolarità

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È una delle categorie in più rapida crescita negli Stati Uniti. Le vendite in volume, nei canali monitorati da Nielsen, hanno raggiunto i 253 milioni di dollari (nelle 52 settimane terminate il 20 marzo 2021), con un aumento del 62% rispetto ai 12 mesi precedenti.

di Giovanna Romeo

I numeri di vendita continuano a mostrare che anche la popolarità dei vini in lattina è in crescita. Un mercato che si divide in due segmenti: da una parte i prodotti in serie di qualità mediocre, dall’altro un crescente settore premium con uve e vini di qualità.

Lo riferisce Wine Spectator riportando i dati della società di marketing Grand View Research: il mercato del vino in lattina nel 2021 è stato di 235,7 milioni di dollari di vendite e prevede che il mercato globale continuerà ad espandersi superando i 570 milioni di dollari entro il 2028. Tra i motivi, la migliore qualità dei vini proposti: sono almeno una dozzina le cantine che stanno offrendo prodotti premium in lattina.

La conferma arriva anche dagli assaggi alla cieca di quasi 60 vini in lattina con più della metà che hanno ottenuto punteggi compresi tra 85 e 89 sulla scala dei 100 punti di Wine Spectator, e da un importante crescita del livello del vino rosso che ha eguagliato i bianchi e i rosati.

Il punteggio più alto è stato per Companion Wine Co., una partnership tra il designer Robert Van Horne e l’enologo Ryan Stirm. Il loro Sunny B Oliver’s Vineyard Edna Valley (90 punti, 11 Dollari per lattina da 375 ml) è prodotto principalmente da uve Sauvignon Blanc, con un saldo di Chardonnay. Il vino fermenta e affina in botte per 6 mesi. L’Anderson Valley Pinot Noir di Maker e il suo Paso Robles Zinfandel hanno ottenuto invece 89 e 88 punti, mentre Groove ha ottenuto 88 punti con il suo Sonoma Coast Pinot Noir.

Una volta che le persone si saranno tolte dalla testa che il vino in lattina non è di qualità, vedremo molte più aziende vinicole cimentarsi nella produzione“, ha detto Van Horne.

Ed è proprio la qualità a porre il problema dei costi al punto che le cantine più piccole farebbero fatica a realizzare margini significativi. Per Sean Larkin, di Larkin Wines, produrre vini in lattina esclusivamente con uve della Napa Valley incontra qualche limite. “Non potevo permettermi di mettere il Cabernet Sauvignon o il Franc in lattina. Anche con il Merlot non è semplice“. I suoi vini sono stati tra quelli recensiti ogni anno da Wine Spectator con punteggi più alti. Tuttavia, l’utilizzo di sola materia prima della Napa Valley richiede un prezzo di vendita più elevato, e Larkin ammette essere una grande sfida. “Il mercato è sensibile al prezzo“, ha spiegato. “Non puoi semplicemente dimezzarlo, perché di fatto non equivale a metà di una bottiglia”.

Il vino in lattina resta un segmento che si muove lentamente; molto del suo successo dipende dall’accettazione del consumatore e dalla consapevolezza che sta comprando qualità. Se si è disposti a spendere di più, gli assaggi non deluderanno. Dai risultati delle degustazioni alla cieca è evidente che un maggior spesa significa acquistare lattine con denominazioni specifiche e vini molto pregiati. È importante per il segmento del vino in lattina rivolgersi a mercati ed enoteche che possano supportare i costi più alti, consapevoli che si parla ancora di un prodotto di nicchia che subisce “l’imbarazzo” del consumatore. La qualità è naturalmente imprescindibile.

Un futuro in lattina? Forse. D’altronde l’industria del vino non è esente da problemi di inflazione e filiera. I ritardi nell’approvvigionamento di attrezzature, botti, vetro e altre forniture stanno ostacolando i viticoltori, imponendo mesi di attesa alla ricerca di soluzioni alternative. La maggior parte del vetro per le bottiglie di vino viene importato, mentre quasi il 100 percento dell’alluminio utilizzato negli Stati Uniti è nazionale. “L’alluminio è efficiente e sostenibile. Se stai cercando un modo per ridurre la tua impronta di carbonio e rendere il mondo un posto meno brutto, le lattine sono il formato ideale“, afferma Kenneth Rochford fondatore di West + Wilder con Matt Allan.

Anche le lattine richiedono una certa pianificazione, sono contenitori molto diversi dal vetro. I produttori “convinti” del vino in lattina avvertono: “il vino in lattina non dovrebbe essere una tendenza ma un’opportunità. Serve programmazione per la fornitura dell’alluminio; anche essere lungimiranti significa fare qualità”.

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