Singapore è il mercato ideale per i fine wines

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Vale 1 miliardo di dollari ma la previsione per il 2024 è di 1,4 miliardi. L’Italia è il quarto paese importato e occupa uno share del 7%.

di Giovanna Romeo

Con quasi sei milioni di abitanti, Singapore è il secondo paese più densamente popolato del mondo, il quarto centro finanziario e il quinto porto commerciale del pianeta nonché il paese con un reddito tra i più alti del mondo. Un hub strategico nel sud-est asiatico con un’economia stabile e un mercato molto competitivo, non solo nell’ambito del vino. Una condizione assolutamente favorevole rispetto ai mercati e alle economie occidentali dove inflazione e recessione stanno colpendo i bilanci famigliari interferendo sulla spesa dei consumatori.

I più importanti brand del vino, soprattutto nel settore premium, guardano sempre di più a economie forti per bilanciare la potenziale perdita in USA e Europa. Non solo Cina e Corea del Sud, quest’ultima in lizza per il primo posto nel Compass Market Attractionness Model di Wine Intelligence nel 2022, ma anche e soprattutto Singapore, un mercato del vino in crescita (secondo i dati raccolti da Wine Intelligence) sebbene piuttosto complesso, con costi di importazione e tasse molto elevate che rendono il vino un bene di lusso. Competitiva, dinamica e promettente non solo nel settore wine, ma anche per le bevande alcoliche in generale, con cocktails, sake e birre molto richiesti. La birra domina il panorama; la categoria vino controlla una quota del 10% del settore. Per tutte le tipologie di vino i volumi sono cresciuti costantemente dal 2016 al 2021, e si prevede una crescita simile per i prossimi cinque anni. Anche il settore della spumantistica è in pieno sviluppo: si stima un tasso annuale (CAGR) in volume del 4%, dal 2021 al 2026.

Come in molti altri paesi anche a Singapore i consumatori scelgono di bene meno ma meglio, favorendo la tendenza del mercato interno verso la premiumizzazione. Alla base la fiducia economica motivata da una buona disponibilità finanziaria e l’ottimismo nei confronti del mercato globale. La penetrazione è soprattutto online, più alta tra i bevitori di vino più frequenti, oltre i due terzi dei consumatori. Un livello simile lo si trova solo nella Cina continentale.

Sebbene il Covid abbia accresciuto il consumo domestico, l’on-trade rimane un canale importante con i singaporiani che si godono vini premium a livelli paragonabili a quelli degli Stati Uniti e dell’Australia. Il vino naturale è in cima alle richieste, collocando Singapore al quinto posto Wine Intelligence 2022 SOLA Opportunity Index. Crescono anche i vini biologici e biodinamici grazie anche a una percentuale stabile di consumatori Millennials e GenZ, rispetto ad altri mercati.

La “Svizzera” asiatica occupa una posizione importante anche come hub di riesportazione dei paesi limitrofi – Malesia, Indonesia, Thailandia, Vietnam e Cina -, favorita dai disordini interni di Hong Kong.

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