In calo i consumi del vino in GDO Italia

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I dati IRI Italia relativi alle vendite di vino in GDO per il primo trimestre 2022, confermano il momento negativo. Un fatto assolutamente normale.

Secondo quanto riportato dalla testata web “I numeri del vino”, i dati ISTAT relativi alla vendita di vino analizzati da IRI Italia – ricerche di mercato e analisi – confermano il significativo calo delle vendite: meno 14,4% nei primi tre mesi del 2022.

Il vino fermo è diminuito del 12% a 529 milioni, gli spumanti italiani del 22% a 112 milioni, lo Champagne del 37% a 7 milioni. Nessuna sottocategoria esclusa: sia bottiglia che altri formati (-14% e -6%), rossi, bianchi e rosato (-12%, -13%, -8%), DOC-IGT-comuni (-15%/-9%/-8%), frizzanti e fermi (-12%/-12%), spumanti classici, charmat secchi o dolci (-33%/-18%/-26%). Le vendite totali si discostano di 1.7 milioni su un totale di 2238. La componente volumi ovviamente spiega la maggior parte della variazione ma il prezzo medio contribuisce negativamente per il 2-3% sul totale.

I motivi? Si tratterebbe di una normalizzazione dopo curve di crescita mai viste prima, afferma l’esperto Virgilio Romano, Business Insights Director IRI Italia. “Il segno negativo dei primi mesi non dipende dalla guerra ai confini dell’Europa e non dipende nemmeno dai prezzi: è semplicemente un esito atteso, legato al fatto che lo scorso anno i mesi di gennaio e febbraio avevano avuto un risultato eccezionalmente molto positivo per via del semi-lockdown di cui eravamo ostaggio, e conseguenti riflessi positivi sulle vendite della GDO. Inoltre – continua Romano – se si considerano sempre i primi tre mesi dell’anno, nel marzo 2021 abbiamo avuto anche gli effetti della Pasqua che quest’anno è caduta nel mese di aprile.

In sintesi: il 2022 parte male perché il 2021 era partito troppo bene.

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