I consumi di vino nel 2021 secondo i dati OIV

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L’organizzazione internazionale della vigna e del vino traccia il quadro globale: lieve incremento rispetto al 2020. Rimane l’incognita Cina che pare bere sempre meno.

Il 2021 chiude con circa due milioni di ettolitri di vino in più consumato rispetto al 2020. Dato positivo ma ben lontano dagli sviluppi registrati a inizio decennio scorso. A contribuire negativamente a questo quadro di luci e ombre sono i consumi in calo in paesi come la Cina – meno 10 milioni di ettolitri – e Spagna e Russia che si assestano sulle stesse cifre del Sol Levante.

Come ogni anno l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (Oiv) pubblica la panoramica che analizza la situazione e le prospettive a breve termine del settore vitivinicolo, fornendo dati a livello globale del tasso di produzione, consumo e commercio.

Il vigneto mondiale è stabile dal 2017, con i suoi 7,3 milioni di ettari. Un dato che si spiega con il rallentamento della crescita dei vigneti cinesi, mentre quello europeo conosce un ulteriore incremento. La produzione globale si assesta su 260 milioni di ettolitri e cala dell’appena l’1 per cento rispetto al 2020: qui invece si registra una flessione nelle raccolte europee, mentre volano quelle dell’emisfero australe.

Più interessanti le cifre – e le riflessioni che ne scaturiscono – riguardanti il consumo di vino. Il 2021 arriva al dato di 236 milioni di ettolitri, due in più rispetto al 2020. Il 48 per cento del consumo è nell’Ue, anche se in calo dagli anni 2000. Nel panorama globale emerge il drastico calo della Cina che ha un consumo pro capite sotto il litro all’anno a persona. I decrementi cambiano da paese in paese e molto hanno a che fare con l’”effetto Covid” che ha fatto praticamente “nascere” il consumo in casa. L’Italia ad esempio, nel 2020, ha visto esplodere il consumo tra le mura domestiche, cosa che non è accaduta negli Stati Uniti e in Francia. Piuttosto insignificanti le variazioni anche in Germania.

La riapertura stabile dei canali classici di somministrazione ha caratterizzato positivamente il commercio per l’anno 2021: con un volume di 111,6 mln hl, le esportazioni mondiali sono aumentate del 4% rispetto al 2020, registrando il volume più alto di sempre. Con una performance ancora migliore in termini di valore, con un 16% in più rispetto al 2020, attestandosi a 34,3 miliardi di euro. Sui consumi gli USA rimangono in testa con 33 milioni di ettolitri, seguiti dalla Francia a 25 e dall’Italia a 24. Il primato di consumo pro capite va invece al Portogallo con 45 litri, seguono l’Italia con 40 e la Francia con poco più di 38. In coda alla classifica troviamo il Giappone con 2 litri e mezzo, il Brasile con quasi due litri e ultima, dicevamo, la Cina con 0,7 litri a persona.

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