Germania, un mercato fluido per il consumo di vino

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Punto di riferimento per il mercato enoico mondiale, la Germania ha un’ampia base di consumatori indirizzati alla premiumizzazione seppur attenti al rapporto qualità prezzo.

di Giovanna Romeo

Con un consumo pro capite decisamente elevato e un’ampia base di consumatori di vino – un terzo dell’intera popolazione beve vino almeno una volta alla settimana – il mercato tedesco si conferma ormai da decenni una costante fonte di reddito per i produttori nazionali ed esteri. Il mercato del vino tedesco beneficia infatti di uno zoccolo duro di consumatori con un occhio attento al rapporto qualità-prezzo. Tuttavia, il cambiamento demografico incombe e i produttori di vino, abituati a consumatori di età superiore ai 40 anni, ben l’80%, la metà dei quali ha più di 55 anni, consapevoli di cosa preferiscono bere e con una buona conoscenza delle etichette, sempre alla ricerca dell’affare, potrebbero dover concentrarsi sempre di più sull’innovazione per mantenere vivo l’interesse dei consumatori.

Secondo Wine Intelligence quasi la metà della popolazione tedesca (30,5 milioni) beve vino almeno una volta al mese, il che offre un importante bacino di consumatori da cui attingere, soprattutto se si considera che ben 22,5 milioni bevono vino almeno una volta alla settimana.

La domanda che un po’ tutto il mondo enoico si pone è se le generazioni al di sotto dei 55 anni, in particolare i Millennials e la Generazione Z, saranno ancora attratte da una buona bottiglia di vino. Ne 2018, un quarto dei consumatori di vino tedeschi aveva meno di 40 anni. Nell’arco di quattro anni questo numero è sceso a uno su cinque. C’è di positivo che i consumatori tedeschi sono disposti a spendere di più per una buona bottiglia. La spesa media tra 7 e 15 euro è leggermente aumentata nell’off trade e di percentuali a due cifre nell’on trade, pur rilevando che la stragrande maggioranza delle vendite in quest’ultimo, rimane al di sotto dei 20 euro a bottiglia. Ciò che spaventa di più sono le pressioni inflazionistiche che impatteranno sulla capacità di spesa e di conseguenza sulla nascente tendenza alla premiumizzazione.

Secondo i dati di monitoraggio di Wine Intelligence, la maggior parte dei consumatori tedeschi si aspetta per i prossimi 12 mesi di vedere peggiorare la propria condizione economica; esce di meno, acquista vino più economico sempre attenta a sconti e promozioni. L’aumento dei costi di produzione e spedizione, e consumatori sensibili ai rialzi, potrebbe impattare con l’impossibilità di mantenimento del prezzo e la previsione di riduzione della crescita dei consumi per i prossimi 5 anni. Si stima che il mercato nel 2026 sarà minore rispetto al 2016. A complicare il quadro non mancano le preferenze delle nuove generazioni indirizzate al consumo di bevande ready to drink (RTD) e interessate a tutto ciò che sia più sano, etico e sostenibile. Curiosi e sperimentatori si avvicinano agli Orange Wine, al vino vegano, senza solfiti, naturale, biodinamico e privo di alcol. Degno di nota il fatto che il 12% dei consumatori di vino tedeschi nati tra il 1995 e il 2010 abbia bevuto un calice di vino analcolico nell’ultimo anno.

Sicuramente il vino ha bisogno di trovare nuovi modi per coinvolgere i giovani consumatori tedeschi, e non solo. Un aspetto interessante potrebbe essere un impegno maggiore del settore nell’ambito del digitale. Se le vendite online sono cresciute durante la pandemia, oggi purtroppo si assiste a un ritorno alle vecchie abitudini, quasi come se l’e-commerce fosse stata una soluzione a breve termine.

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