Il valore sociale delle cantine cooperative. L’esempio di Santa Maria la Palma

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In Italia il vino è soprattutto il vino delle cantine cooperative, un comparto performante rappresentato dal 58% della produzione, oggi più che mai di qualità.

di Giovanna Romeo

La passione per la terra, l’amore per le proprie tradizioni, il desiderio di contribuire alla crescita del proprio territorio. La cooperazione vitivinicola italiana negli ultimi anni è cresciuta sempre di più, consolidandosi in una filiera avanzata e un comparto solido, rappresentando una grossa fetta del tessuto vitivinicolo italiano con circa il 60% della produzione nazionale, 5 miliardi di fatturato e più di 9 mila posti di occupazione.

Storie di persone e di lavoro, di responsabilità e legame con il territorio, una relazione sempre di più legata a concetti di sostenibilità, non solo ambientale ma soprattutto sociale, etica, economica. Il mutualismo cooperativo vitivinicolo favorisce il sostegno delle aree depresse, creando uno sviluppo omogeneo e stabile del territorio. Il vino cooperativo è crescita solidale, è valore economico, è occupazione, è, soprattutto e sempre di più, qualità. È sapersi fidare gli uni degli altri costruendo qualcosa che sia oltre la propria sfera di imprenditorialità, che si avvantaggi delle competenze messe a disposizione, prima di tutto agronomiche ed enologiche, poi anche tecnologiche. Cantine che diventano aziende, aziende che divengono brand senza rinunciare ai valori della cooperazione raccontati attraverso etichette e calici di vino.

Una delle molte cooperative italiane che negli ultimi anni ha costruito qualcosa di grande, senza mai dimenticare il valore e la bellezza del proprio territorio, è Santa Maria La Palma, Società Cooperativa Agricola situata nel Comune di Alghero – Sardegna – frazione di Santa Maria La Palma, all’interno dell’area denominata Nurra di Alghero. La loro è una storia che parte da molto lontano, quando il tempo era scandito dal susseguirsi delle stagioni e i contadini dell’agro algherese non avevano altro che la terra e il loro ingegno. Oltre 700 ettari per quasi 300 soci e 5 milioni di bottiglie commercializzate nel 2021.

Un impegno caratterizzato dalla continua ricerca della qualità, l’attenzione al contesto, allo sviluppo sostenibile e alla crescita sinergica del territorio. Una storia che non dimentica mai la bellezza e il valore di pianure affacciate a ridosso dell’insenatura di mare tra il Golfo di Alghero e la Baia di Porto Conte. Terre fortunate, accarezzate dal vento e scaldate dal sole. La ricaduta sul territorio di una cantina cooperativa come Santa Maria La Palma è fondamentale per i soci conferitori e le loro famiglie, accompagnati in un percorso di crescita professionale, dove idee e competenze viaggiano di pari passo.

I proventi della cantina vengono rivestiti nel territorio stesso, generando reddito per i soci, sostenendo le loro famiglie. Le terre consegnate ai contadi in seguito alla riforma agraria nel 1946, oggi sono state recuperate da mani di giovani coraggiosi e volenterosi nel volere recuperare il patrimonio agricolo dei nonni e dei padri, espresso in grandi vini. Dal 1959, anno della nascita della cantina, passato e futuro si incontrano in ogni nuova tecnologia e in ogni progetto portato avanti dalla cantina, figli di una tradizione che da sempre unisce l’innovazione, le migliori soluzioni tecnologiche, la dedizione per la propria terra. La qualità è il valore aggiunto di vini rappresentativi delle colture autoctone ma soprattutto di uve i cui grappoli migliori saranno valorizzati al meglio.

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