Il mondo del vino italiano è preoccupato dal “caso irlandese”

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Un coro di voci si sta sollevando in queste ore contro i provvedimenti irlandesi rispetto alle nuove etichette e gli health warnings su vino e spirits. Lamberto Frescobaldi, Presidente Unione Italiana Vini: “A repentaglio il principio di libera circolazione delle merci in ambito comunitario con un precedente estremamente pericoloso in tema di etichettatura”.

Il mondo del vino italiano si sta facendo sentire in maniera chiara e con una linea condivisa e compatta: no alle nuove norme richieste dall’Irlanda in materia di etichettatura di vino e spirits che prevedono l’introduzione di messaggi di avvertimento al consumatore simili a quelli già in uso su tabacco e sigarette, gli health warnings.

Lamberto Frescobaldi, Presidente di Unione Italiana Vini: “Il silenzio assenso di Bruxelles a Dublino relativo alle avvertenze sanitarie in etichetta per gli alcolici rappresenta una pericolosa fuga in avanti da parte di un Paese membro. Secondo Uiv, il mancato intervento della Commissione europea mette a repentaglio il principio di libera circolazione delle merci in ambito comunitario e segna un precedente estremamente pericoloso in tema di etichettatura di messaggi allarmistici sul consumo di vino. Temiamo che la Direzione generale per la Salute voglia adottare nei prossimi mesi questo approccio a livello europeo lasciando nel frattempo libera iniziativa ai singoli Paesi membri, al fine di sdoganare sistemi adottati senza un previo dibattito pubblico a livello europeo. I fatti di oggi – ha concluso Frescobaldi – segnano uno scenario paradossale e ingovernabile, fatto di una babele di etichette all’interno dell’Unione europea che purtroppo non risolvono il problema dell’alcolismo, che dovrebbe essere basato su un approccio responsabile nei consumi di prodotti molto diversi tra loro”.

La dichiarazione del Presidente Frescobaldi si unisce a quelle di Micaela Pallini e dei sempre più numerosi esponenti delle più importanti associazioni di categoria del settore.

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