Il futuro di Sauternes sembra sempre più secco

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Un nuovo stile di vinificazione si fa sempre più spazio nelle celebre area francese conosciuta per uno dei vini dolci più famosi al mondo che oggi sembra puntare verso i vini bianchi secchi.

Secondo Wine Searcher il futuro della denominazione francese, celebre per il suo iconico vino botritizzato, non sarà così dolce come nel suo passato. L’evoluzione dell’appellazione sembra virare sempre più verso i vini bianchi secchi, diventando a tutti gli effetti un importante centro di produzione per il Bordeaux bianco.

La teoria è suffragata da molteplici indizi: da una parte una questione molto empirica ma assolutamente fondamentale: i produttori faticano a far quadrare i bilanci e realizzare un vero profitto è un sfida quantomeno frustrante. D’altra parte ci sono una serie di acquisizioni e prodotti lanciati sul mercato che sembrano destinati a cambiare, quantomeno in parte, il volto di Sauternes.

Nel 2021 Matthieu Gufflet, presidente e fondatore di EPSA – società di consulenza specializzata in acquisti indiretti per le aziende – ha acquisito un’importante partecipazione finanziaria in Château Guiraud: all’inizio di quest’anno la tenuta ha ufficializzato il lancio di un nuovo vino bianco secco.

Berenice Lurton nel 2018 a Château Climens aveva iniziato a produrre nel 2018 un vino bianco secco, chiamato Asphodèle. Alcuni Châteaux avevano adottato proprio questa stessa strategia: un modello di offerta diversificata suddiviso equamente tra produzione delle due tipologie.

Christian Seely, CEO di Château Suduiraut un importante fautore della “rivoluzione secca”, ha dichiarato: “Abbiamo iniziato a lavorare al progetto di produrre bianchi a Suduiraut nel 2004. Il primo vino che abbiamo prodotto è stato ‘S de Suduiraut’, con un volume molto limitato (circa 500 casse all’anno). Questo è stato un vino strategico; il nostro obiettivo era provare prima a noi stessi e poi al mondo che era possibile fare un grande vino bianco secco dai vigneti di Sauternes.

Ovviamente da allora i volumi sono aumentati e la proprietà è pronta a commercializzare altri due vini che seguono il trend: Grand Vin Blanc Sec Vielles Vignes 2020 e Pur Semillon Sec 2020. “Riteniamo oggi che sia giunto il momento per un riorientamento strategico della nostra produzione vinicola allo Château Suduiraut, per riflettere il nostro potenziale“, osserva Seely.

Il compianto enologo Pierre Dubourdieu sarebbe oggi lieto di apprendere che il suo approccio pionieristico si sta facendo spazio. Dopo aver rilevato Château Doisy-Daene nel 1949, Dubourdieu produsse il primo bianco secco della regione, Cuvée Saint Martin. Fino a tempi relativamente recenti, si è sempre creduto che si trattasse di un colpo di fortuna, di un’anomalia, che non si sarebbe mai ripetuta.

La regione non ha certamente intenzione di abbandonare la sua eredità storica e smettere completamente di produrre vini dolci, ma sembra sempre più evidente che il futuro commerciale della regione dipenda ormai dai vini bianchi secchi.

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