Hofstätter lancia il suo secondo vino dealcolato “fermo” e si dichiara amareggiato

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Martin Foradori Hofstätter, eclettico produttore dell’omonima cantina altoatesina, si dichiara amareggiato per come in Italia viene trattata la tematica “Alcohol free”.

Di Giovanna Romeo

L’etichetta presentata in occasione del 54° Vinitaly con il marchio “Steinbock Selection Dr. Fischer” arriva dopo il successo di “Steinbock Alcohol Free Sparkling”. Parliamo ancora una volta di un vino privo di alcol, le cui uve di partenza, così come per lo Alcohol Free Sparkling, sono l’eccelsa materia prima coltivata in Germania nei vigneti lungo la Mosella di proprietà di Martin Foradori Hofstätter.

Il Riesling – nel 2017 era già presente in Italia anche con una selezione di Riesling della Mosella -, in questo caso è un fruttato Kabinett, dealcolato mediante un innovativo processo di distillazione sottovuoto. Anche chi beve analcolico non vuole rinunciare alla qualità, ecco perché anche Steinbock Selection Dr. Fischer si avvale dello stesso metodo utilizzato per la produzione delle bollicine dealcolizzate lanciate sul mercato lo scorso giugno. Un’attenta selezione di uve Riesling in vigna e poi in cantina, e un’innovativa tecnica, preserva i delicati aromi della materia prima, togliendo l’alcool contenuto. All’interno di un’apparecchiatura viene ridotta la pressione atmosferica (a circa 15 mbar) e con ciò abbassato anche il punto di ebollizione dell’alcol da circa 78° C a circa 25-30° C. Alla fine del processo, si ottiene una bevanda con un contenuto alcolico inferiore a 0,25.

Hofstatter Alcol Free

“Quello che più sorprende – afferma Martin Foradori Hofstätter – è che in Italia si sollevi ancora una polemica inutile. Partiamo dall’idea che è un prodotto che proviene dalla filiera vitivinicola, questa è la base. La Germania ci ha ampiamente sorpassato, al contrario noi stiamo rapidamente perdendo fette di mercato.

I consumi sono cambiati, tra i giovani ma anche tra i meno giovani, e comunque tra tutti coloro che hanno a cuore la propria salute. Il vino dealcolato è una tendenza che non mostra segni di cedimento, basata su una nuova consapevolezza di vita, su un forte bisogno di salute e di benessere. Il consumatore sempre più esigente e sempre più attento al proprio regime salutare e dietetico, sceglie di bere low alcol.

“Il dibattito in corso sull’uso del termine “vino analcolico” – oggi non consentito – conferma il nostro essere riusciti a precorrere i tempi. Oggi c’è una legge nuova e lo posso chiamare vino dealcolizzato, ma in Italia c’è ancora molta confusione, poiché proprio le associazioni di categoria non hanno ancora capito che è meglio lavorare un prodotto che fa parte della propria filiera piuttosto che del vasto mondo degli analcolici”.

Un trend a livello globale: secondo la ricerca Nielsen, riportata da Wine Spectator, le vendite del “vino senza alcol” sono aumentate del 43% nella prima metà del 2021, diventando così la seconda categoria del comparto enologico in più rapida crescita l’anno scorso. Il consumatore è di fatto pronto, le associazioni di categoria meno.

“Le vendite del nostro Steinbock Alcohol Free Sparkling hanno superato ogni aspettativa – afferma Martin Foradori Hofstätter -. Dopo la prima produzione di 21.000 bottiglie della scorsa primavera abbiamo aggiunto già a novembre altre tre produzioni delle nostre bollicine analcoliche. Questo ci ha spinto a valutare di introdurre anche un bianco fermo dealcolizzato, per dare anche questa alternativa a chi non può o non vuole bere alcolici. Sono molto amareggiato di come viene trattata la tematica “Alcohol free” in Italia: non ci si rende conto che tutti gli altri stati di produzione mondiale ci stanno sorpassando e noi perdiamo tempo in futili discussioni. Chi sta cercando di bloccare o almeno ritardare questa nuova categoria di prodotti, deve mettersi in testa, che “Vino senza alcool” non fa minimamente concorrenza al classico vino, tutt’altro, ma fa concorrenza a tutte le altre bevande analcoliche presenti sul mercato”.

photo credit : Stefano Lisi

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