Oltrepò Pavese, danni ingenti alla viticoltura

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A meno di un mese dalla vendemmia, raffiche di vento, pioggia, smottamenti e la temutissima grandine hanno colpito soprattutto la Valle Versa con devastazione dei vigneti.

di Redazione

L’ultima settimana di luglio si è aperta con l’annuncio dell’arrivo di una perturbazione che non ha tardato a far sentire i suoi effetti. Nella serata di lunedì, rovesci, temporali di forte intensità e chicchi di grandine come macigni hanno colpito la zona orientale dell’Oltrepò Pavese con danni ingenti ai vigneti. Colpiti soprattutto i comuni di Canneto Pavese, Santa Maria della Versa e Castana, ma anche Cigognola, Pietra de’ Giorgi e Lirio, e segnalazioni giungono anche sopra Broni e Stradella. Secondo Coldiretti Pavia, stando alle prime stime, in alcune zone i danni causati dalla grandine alle uve ormai quasi mature, potrebbero arrivare fino all’80%. Una perturbazione che si inserisce in un contesto di grave siccità, di campagne arse dal sole che fanno stimare, sempre secondo la Coldiretti, un calo del 10% della produzione agricola nazionale.

Sono 72 ore che nelle Cantine Giorgi, a Canneto Pavese, si spala il fango. In una sola ora è successo il finimondo lunedì sera. La domanda ora che circola tra vigneti e cantina è: come si farà con la vendemmia alle porte?

Fabiano Giorgi lo sa, a ridosso della raccolta, le strutture per la pigiatura e la vinificazione non esistono più. Il momento di shock è alle spalle perché ora c’è da rimboccarsi le maniche e salvare quello che si può. Il viticoltore racconta ancora con stupore e angoscia la forza del nubifragio che è riuscito a spostare macchinari pesantissimi, facendo letteralmente rotolare nei campi, per duecento metri, le cisterne esterne o portando via un trattore scaraventato via dalla forza delle acque. Si comincia a fare qualche prima stima dei danni: “Va fatta – spiega Giorgi – una valutazione del vino disperso, dei rossi che erano in legno per l’invecchiamento, nonché delle basi spumante Metodo Classico. Certo le assicurazioni aiuteranno, ma il danno economico è comunque ingente. Ora la mia preoccupazione è tutta sulla produzione”.

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Stefano Calatroni, titolare dell’azienda agricola Calatroni Vini, a Santa Maria della Versa, affida alla sua pagina Facebook il racconto drammatico di un evento di cui non c’è memoria. “Una grandinata che rimarrà nella storia del nostro territorio. Purtroppo quando vivi il tuo lavoro con tanta intensità certi disastri ti colpiscono in modo significativo. Non è solo una questione di perdita economica, dei gravi danni a strutture e investimenti e una mole di lavoro importante che si presenterà nei prossimi giorni per dare un senso all’annata. Ci sono volute parecchie ore per realizzare ciò che è accaduto e trovare il modo per condividerlo con voi”. Sono le parole di mamma Marisa ad esprimere l’entità del dramma: “ho sentito un rumore fortissimo all’improvviso, sarà stata circa l’una. Qualcosa picchiava sul tetto. Ho svegliato Fausto. Ci siamo resi subito conto che stava tempestato e che soffiava un vento terribile. Abbiamo pensato che dopo qualche minuto sarebbe tutto finito, come un semplice temporale estivo. E invece la grandine continuava sempre più persistente, scossa dalle raffiche. Ho realizzato allora che il danno era fatto, e un grande danno. Ho atteso le prime luci del mattino e l’incubo era realtà. Acqua in casa e in agriturismo, fango in cantina e in strada, filari distrutti e vendemmia a rischio“.

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Davide CalviPresidente Consorzio Club del Buttafuoco Storico e proprietario dell’omonima cantina: “Abbiamo toccato con mano gli effetti del cambiamento climatico, i meteorologi locali la hanno definita una pioggia monsonica che ha colpito non solo noi come azienda, ma tutto il territorio su cui si calcolano dal 70 al 100 per cento di danni, e anche la mia azienda non è da meno. Ha colpito in momento cruciale in cui l’uva è delicatissima quando mancano solo 15 giorni alla maturazione, e in un periodo in cui le aziende hanno già intrapreso tutte le attività e sostenuto le spese per ultimare la produzione. Dal punto di vista del Club Buttafuoco abbiamo tante cantine che sono state colpite in modo molto grave anche a livello strutturale, una su tutte l’Azienda Giorgi con la parte produttiva totalmente allagata e danni gravissimi ai materiali e alle strutture. La vendemmia è alle porte, c’è ancora un 30-40 per cento di uva da poter raccogliere ma dovremo davvero correre per rimediare al devastante colpo subito. Noi sapremo reagire, ci rimboccheremo le maniche e faremo del nostro meglio per garantire ancora un volta l’altissima qualità della produzione”.

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Alla luce di quanto accaduto” – conclude Davide Calvi – “l’assicurazione delle cantine contro la grandine – spesso dimenticata – diventa ancora più importante e va incentivata da parte dello Stato e della Comunità Europea. Il cambiamento climatico che stiamo toccando con mano non può più essere ignorato.

 

 

 

 

 

 

giorgi5Giulio Fiamberti, dell’azienda agricola Fiamberti Vini, una delle più antiche dell’Oltrepò Pavese, racconta come si sia formata una vera e propria tempesta che da nord ha sbattuto con estrema forza e potenza contro la prima fascia collinare, di cui Canneto Pavese è il punto più avanzato. Tanto vento, pioggia e grandine costante e continua, con ben 80 mm d’acqua e una grandinata notturna – evento piuttosto raro – di quasi 40 minuti che purtroppo ha colpito lungamente. “Mai visto uno scenario simile – racconta Giulio Fiamberti -. Una somma di condizioni che hanno creato la tempesta perfetta, infilatasi in Valle Scuropasso, risalita per Canneto, Castana, Montescano fino a Santa Maria della Versa e fermatasi a lungo sulla zona. Noi fortunatamente siamo in una zona piuttosto rialzata e abbiamo contenuto i danni in cantina. In campagna i danni sono rilevanti: i vigneti di fondovalle sono tra i più colpiti insieme a uno dei due cru di Buttafuoco Storico. La buona notizia è che per noi la vendemmia comunque ci sarà. L’uva c’è, la selezione sarà durissima ma non vogliamo mollare”.

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Foto : Cantina Giorgi

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