Languedoc: suoli, varietà e territori nell’interpretazione di Domaines Paul Mas

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Eletto per il terzo anno consecutivo migliore produttore francese secondo Mondus Vini, Paul Mas possiede 17 proprietà tra Châteaux e Domaines per un totale di 900 ettari vitati e oltre 22 milioni di bottiglie di vino prodotte ogni anno. È distribuito in 80 paesi nel mondo.

di Giovanna Romeo

Jean Claude Masproprietario e fondatore di Paul Mas, è un uomo che ama le sfide, la natura e l’innovazione. In vent’anni (l’azienda è stata fondata nel 2000), ha saputo far rivivere ma soprattutto reinventare le tradizioni vinicole della Languedoc, terra che vanta la presenza della vite da oltre 2000 anni. Da 35 ettari di vigneto di proprietà nel 2020, una parcella lascito del padre, Jean Claude ha poi acquisito numerosi Domaines tutti differenti tra loro con l’obiettivo di creare vini veri, identitari del luogo di provenienza, capaci di evidenziare al sorso l’essenza dei numerosi e differenti terroir grazie ad approcci freschi, di sinergia tra terra e vitigno. Oggi 900 ettari vitati e oltre 22 milioni di bottiglie vendute in 80 paesi del mondo sono l’espressione di altissimo pregio e di incomparabile rapporto qualità- prezzo, come il Domaines La Ferrendiere o i grandi terroir come Château Lauriga nel Roussillon acquistato nel 2016. Settanta ettari vitati di cui 30 in conversione biologica, e ben 5 differenti parcelle con suoli unici, ognuno con la sua personale identità, nel contesto della grande bellezza naturale. Château Paul Mas, a soli 45 minuti da Montpellier, è la culla del vigneto di famiglia dove Jean Claude ha annesso con acquisti successivi le sue migliori parcelle: Selene, Le Tannes, Damaine La Grangette dalle quali produce le cuvée più emblematiche: Clos des Mûres, Belluguette, Moulinas e Savignac. Una filosofia vincente supportata da un grande interesse personale verso l’agricoltura biologica e studi sulla sostenibilità, sul terroir, e il ritorno alla trazione animale, al momento svolta nel cru Vigne de Nicole da un solo cavallo su circa 6 ettari.

Eletta cantina dell’anno in Europa, Wine Star Award 2021 per Wine Enthusiast, Paul Mas vanta la capacità unica di sapere valorizzare 50 differenti uve (Chardonnay, Viognier, Pinot Nero, Cabernet Franc, Macabeu, Granache, Syrah, Marsanne, etc) e 17 terroir per ottenere una moltitudine di etichette ideali per ogni occasione, e grazie alle quali è possibile bere bene quotidianamente. Una filosofia e una visione del vino ancorata anche alla cultura italiana, una produzione meritoria che ha il volto della Languedoc, striscia di terra che si affaccia sul Mediterraneo dalle multiformi caratteristiche, inserita tra i Pirenei e la vicina Côte d’Azur. Una Francia molto diversa dalle zone più blasonate, ricca di boschi e di biodiversità, spazi verdi immensi e una natura incontaminata inserita in un ecosistema che Jean Claude ha scelto di preservare e utilizzare al meglio per fare vino nella maniera più tradizionale possibile, assistito dalla tecnologia e da mezzi moderni. Delle aziende vinicole il 60% è certificato Agriculture Biologique (AB) e l’80% è certificato Terra Vitis e coltivato biologicamente con l’intento di essere biologico al 100% nel più breve tempo possibile. “Capire la natura per indirizzare il lavoro – sostiene Jean Claude Mas -, che continua: la natura è un mondo perfetto, un mondo fatto di sensibilità. Nel caso della vite va interpretata al di là delle analisi, della maturazione fenolica o tecnologica”.

Il percorso seguito da Paul Mas è stato un incedere inesorabile di acquisizioni, crescita e valore per sé e per il territorio. È del 2002 la prima acquisizione con il Domaine Astruc, cantina di Limoux che ha permesso a Jean Claude Mas di “fregiarsi” del blasone di produttore e négociant. Un centro produttivo importantissimo dove ad oggi sono stoccate un milione di bottiglie di metodo classico con una produzione mensile di circa 100mila. Il 2005 è stato l’anno di Arrogant Frog, linea volutamente irriverente con cui Jean Claude Mas ha conquistato i mercati di tutto il mondo. Dal 2006 il via alla serie di incorporazioni nel Domaine di nuovi territori e suoli, fino al raggiungimento degli odierni 900 ettari di proprietà. Un impero del vino nel sud della Francia e tanti vocati contesti produttivi, molto diversi tra loro nonostante il comune denominatore della Languedoc-Roussilion. Clos Astelia, Teramas Astruc, Mas des Tannes (organico al 100%), Crès Ricards (45 ettari in conversione biologica, età delle vigne dai 28 anni in su e rese di 70 quintali per ettaro), Martinolles che si fregia della menzione “Vigneron Independent”, Clos du Moulinas, Silène des Peyrals, Jérémie, Mas Saint André, Lauriga, Domaine de Larzac – 62 ettari di vigneto nel comune di Pézenas, appellazione Languedoc e per il 20% della produzione “Terroir de Pézenas” -. Ogni Château con la propria impronta, con la propria vocazione, esaltata e valorizzata per una produzione circolare dove vinificazione, affinamento e imbottigliamento sono svolti con un processo produttivo indipendente per ogni Domaines. Produzioni studiate su misura per vini fatti per essere bevuti, che ben si identificano per i contesti di destinazione e il target a cui si rivolgono. Ogni singola bottiglia è numerata, anche il packaging rientra nella volontà di essere una realtà sostenibile: il peso delle bottiglie del Domaines Paul Mas, Vignes de Nicole, è diventato più leggero. Solo 420 grammi, con un importante e vantaggioso impatto anche sui trasporti.

La passione per il lavoro, la capacità di indirizzarlo, la magia della natura che deve essere ascoltata per comprenderla e accompagnarla, l’intuizione nella gestione dei cambiamenti climatici. È questa la vera sfida. E se non c’è sfida non c’è vita – continua Jean Claude Mas. Come vede il futuro? “Credo che il futuro debba essere fatto di più umanità e sensibilità. L’interesse lavorativo oggi si concentra su quanto costruito sin qui: valorizzarlo al meglio e ulteriormente per continuare ad essere sempre di più un riferimento sociale e culturale per questa grande generosa terra”.

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