Anche l’Ucraina del vino ha il suo “Grad Cru”

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Come raccontato a Decanter la cantina Slivino nell’oblast di Mykolaiv ha annunciato l’uscita di questo vino in ottobre, andato esaurito in pochi giorni. Tutti i proventi sono destinati all’esercito ucraino.

Questa è una storia simile ad altre ed è quella dell’azienda Slivino, nell’oblast di Mykolaiv, in Ucraina, che, dall’inizio della guerra dichiarata dalla Russia ai danni del paese ucraino, ha cercato di portare avanti il proprio lavoro. Sulle pagine online della rivista Decanter, Mykhailo e Georgiy Molchanov, padre e figlio, proprietari della cantina, hanno raccontato come spesso hanno potato i vigneti invasi dai missili “Grad”. Georgiy ha scattato una foto di suo padre che fa una “V” in segno vittoria e l’hanno pubblicata su Facebook. Molto condivisa sui social, è diventata una dei tanti simboli della resistenza ucraina di fronte a quella che all’epoca sembrava essere una battaglia impossibile da vincere contro forze apparentemente superiori.

Slivino è una piccola cantina fondata nel 2018 che produce circa 3.000 bottiglie l’anno. Mentre la guerra continuava e la vendemmia si avvicinava, loro e altre cantine hanno dovuto fare i conti con la logistica per spostare l’uva e produrre i nuovi vini. Diverse cantine hanno ancora i loro vigneti occupati dall’esercito russo. “Così tante persone si sono offerte volontarie per combattere nell’esercito che nei vigneti non è rimasto quasi nessuno. Siamo fortunati a non avere mine tra i filari perché molti proprietari devono occuparsi di estrarle, il che è un processo lento e complicato”, ha affermato Georgiy.

Inizialmente i Molchanov avevano intenzione di produrre da questo vigneto un piccolo spumante pét-nat di sole 400 bottiglie, a base di Riesling , Pinot Nero e Moscato . Una volta iniziata l’invasione russa, hanno deciso poi di dargli il nome “Grad Cru” in riferimento al vigneto invaso dai missili russi. Nel giro di pochi giorni le bottiglie sono andate esaurite e con i proventi della vendita i due viticoltori hanno dato un mano all’esercito ucraino.

Georgiy ha detto a Decanter che, oltre al lavoro in vigna, ha scelto di entrare in un’organizzazione no-profit chiamata Rebel Volunteers che coordina gli aiuti umanitari diretti ai civili e ai militari. Il loro obiettivo principale è assistere la regione meridionale tra Kherson e Mykolaiv che sta subendo un massiccio assalto da parte dei russi.

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