Cerca

Alta Langa Roma, la passerella delle bollicine piemontesi

Tempo di lettura: 2 minuti

Si è tenuto nella lussuosa cornice di Palazzo Brancaccio a Roma l’evento di presentazione e promozione, organizzato dal Consorzio omonimo

di Maria Vittoria Sparano

Circa 100 le etichette in degustazione offerte da 28 produttori del Consorzio a rappresentanza del metodo classico più antico d’Italia: la storia spumantistica dell’Alta Langa nasce nella seconda metà dell’800 con Carlo Gancia che, dopo un periodo di “formazione” a Reims, torna in Italia per mettere a punto il suo spumante champenoise sulla base delle conoscenze apprese in Champagne.

Le porte di Palazzo Brancaccio, una delle più lussuose dimore storiche capitoline, si sono aperte alle 10:30 per gli operatori di settore, cui era dedicato e destinato l’evento, e hanno ospitato, oltre ai banchi d’assaggio divisi in due sale, due Masterclass condotte da Marco Reitano, storico head sommelier del ristornate La Pergola del Rome Cavalieri Hotel, e nella suggestiva sala degli specchi un Bubble Bar insieme a un banco degustazione di due eccellenze piemontesi a marchio DOP, la Robiola di Roccaverano e il Crudo di Cuneo.

Si tratta del secondo evento che il Consorzio dedica alla capitale e forse potrà consolidarsi come evento romano dedicato al metodo classico Alta Langa Docg che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede a scaffale e nelle carte vini: grande merito dell’attività promozionale del Consorzio che dal 2018 ha inaugurato La Prima dell’Alta Langa, la grande degustazione annuale di tutte le cuvèe dei produttori soci, che quest’anno si è svolta in sesta edizione presso il Teatro Regio di Torino.

La denominazione Alta Langa Docg copre un territorio di 149 comuni delle province di Asti, Alessandria e Cuneo, una fascia collinare del basso Piemonte i cui vitigni devono essere coltivati a non meno di 250 metri slm e che vede la stretta e storica collaborazione di viticoltori locali e case spumantistiche. Chardonnay e Pinot Nero, varietà che si trovano in quelle zone già dall’800, importati dalla vicina Francia, da soli o in purezza danno vita a spumanti che, secondo disciplinare, devono sostare in presa di spuma, almeno 30 mesi o 36 per la versione “riserva”, a sottolineare la ricerca di qualità e potenziale evolutivo.

Un territorio in rapida ascesa, che mira a competere in eccellenza e riconoscibilità con le altre due zone a vocazione spumantistica italiane, Franciacorta Docg e Trento Doc, e in effetti le potenzialità ci sono tutte: il panorama è molto variegato, alcuni storici produttori hanno imboccato ormai una direzione chiara, definita, distintiva, altri forse ancora devono scegliere con maggiore sicurezza e coraggio la strada da percorrere, altri ancora, giovani produttori, sorprendono per determinazione e focus; per ciascuno il tratto distintivo meritevole di lode è una particolarità produttiva che pone in primo piano la qualità, per nulla scontata, di una bollicina sempre elegante, finissima e cremosa. Uno spumante di cui si sentirà parlare sempre più spesso.

Picture of Maria Vittoria Sparano

Maria Vittoria Sparano

Laureata in Lettere Classiche, sommelier professionista con esperienza in importanti sale stellate e docente per corsi di avvicinamento al mondo enoico. Ha collaborato con i più importanti e-commerce italiani di vino ed è sempre alla ricerca di piccoli produttori di grandi bottiglie.

Facebook
Twitter
LinkedIn
TS Poll - Loading poll ...