Vino e design. L’arte in bottiglia, la nostra top ten

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In una bottiglia di vino deve prevalere la funzionalità oppure l’estetica? Magari entrambe. L’importante è comunicare e colpire il consumatore. Nonostante le rigide regole delle DOC e DOCG in Italia, in materia di recipienti per il vino, c’è chi osa e sceglie il design, senza tralasciare i principi di conservazione e affinamento del vino, trovando il giusto connubio tra funzionalità ed estetica.

di Clara Maria Iachini

Titulus, Fazi Battaglia

La forma di anfora, ispirata agli antichi contenitori etruschi, è l’iconica bottiglia dell’azienda Fazi Battaglia di Verdicchio dei Castelli di Jesi, nata a seguito del Concorso istituito nel 1953 dall’imprenditore Francesco Angelini, cofondatore dell’azienda e vinto dall’Architetto Antonio Maiocchi. La forma sinuosa, il colore verde smeraldo ed il prezioso cartiglio attaccato al collo, seppur nel tempo imitate, sono protette e tutelate dal brevetto registrato nel 1953.

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Travaglini, Gattinara

“Un vino eccezionale merita una bottiglia eccezionale”. Con questo spirito, Giancarlo Travaglini inizia a creare una bottiglia simile a un’opera d’arte. È il 1958 e di lì a poco, il prodotto diventa la sintesi tra qualità enologiche superiori e design ornamentale per la tavola. La bottiglia cattura naturalmente il sedimento durante la colata, permette di servire il vino direttamente al bicchiere senza decantare, è ideale per l’invecchiamento in cantina. “Il vetro scuro filtra la luce e conserva la qualità del vino negli anni” dichiara l’azienda.

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Sibella, Terre de la Custodia

Progettata e brevettata da Tosca Sibella Farchioni, da cui prende il nome, viene realizzata da una vetreria locale umbra, ed è la perfetta sintesi tra estetica e funzionalità. L’esigenza e l’intuizione arriva dalla necessità di contenere i residui della vinificazione del Montefalco Sagrantino, e dalla passione per la scherma di tutta la famiglia. Infatti quando si prende la bottiglia è come impugnare un fioretto. Gli incavi anteriore e posteriore della bottiglia permettono di concentrare tutti i residui del vino in un unico punto; allo stesso tempo, non permettono alla bolla di aria che si crea di raggiungere il fondo e quindi di movimentare i residui impedendo di fuoriuscire durante la mescita.

Terre de la Custodia

Roggio, Velenosi

Pluripremiato vino della cantina Velenosi, Roggio Del Filare, Rosso Piceno Superiore, ispirato alla poesia ‘Arare’ di Giovanni Pascoli: “Al campo, dove roggio nel filare qualche pampano brilla”, è un gioiello liquido contenuto in una bottiglia, scultura dell’artista Mario Di Paolo che ha voluto intagliare un raggio di sole sul vetro. Un vero e proprio taglio come realizzava Fontana sulle sue tele, dove il minimalismo rende unico nel suo genere la trasformazione della materia.

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L”Astemia Pentita

Chi conosce  l’eclettica cantina non può non aspettarsi una bottiglia fuori dagli schemi. Già il nome è il preludio dell’originalità di questa realtà produttiva, la più pop delle Langhe, partendo già dal doppio apostrofo, che non è un errore grammaticale, ma un rafforzativo del nome. Il Barolo in abito da sera: due bottiglie in sagoma di uomo e donna, vestiti da un’etichetta stravagante che è un vero e proprio abito. Le bottiglie, sempre in edizioni limitate, cambiano look con cambi d’abito a seconda della ricorrenza che decidono di celebrare. Sandra Vezza realizza due bottiglie che raffigurano il lato maschile e femminile del vino, un omaggio a tutti gli uomini e le donne che lavorano per ottenere i grandi vini delle Langhe.

L"astemia pentita

Ferrari Riserva Bruno Lunelli

Dopo 11 anni dal primo millesimo, il 1995, nasce una nuova speciale riserva che Ferrari Trento dedica al capostipite della famiglia. Bottiglia da collezione, unica al mondo e disegnata su misura, si presenta come un “unicum” (ne sono state realizzate 6891 esemplari numerati) e si distingue per la sua particolare forma dal fondo convesso. Abbinata al primo NFT di Ferrari Trento, si candida a diventare la sintesi perfetta dei valori fondanti della Casa. Matteo Lunelli, Presidente e AD di Ferrari Trento, sottolinea come la straordinaria espressività e longevità di Ferrari Riserva Bruno Lunelli sia fedele allo stile Ferrari e perfetta espressione della viticoltura di montagna, oltre a un prodotto fortemente innovativo.

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Decanta, Ceci

Decanta Rosso delle Cantine Ceci è una Barbera in una bottiglia davvero particolare a cui manca un fianco che intagliato in quella maniera, permette di appoggiare la bottiglia orizzontalmente sul tavolo. Una bottiglia di design pensata appositamente per trasformarsi in un decanter che permette una corretta ossigenazione dopo la stappatura.

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Janine, Ruffino

Bellissimo l’iconico fiasco di Chianti rivisitato dall’artista Clet per la storica cantina Ruffino, di cui nel 2012 ne sono state prodotte 6000 bottiglie in edizione limitata di Chianti Superiore. Clet, l’artista, dichiara: “Janine è la mia assistente. Questo fiasco le assomiglia nell’espressione un po’ buffa, nelle curve morbide eleganti e curiosamente anche nel nome: dame-Janine, una piccola damigiana. Janine è il mio omaggio a un’icona senza tempo della storia italiana: il fiasco”.

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Stratus

Una bottiglia vera e propria opera d’arte del designer Karim Rashid, che ha creato una forma alquanto bizzarra per il Cabernet Franc della cantina canadese Stratus, stravolgendo ogni regola, realizzando una bottiglia-decanter suddivisa in sezioni, pensata per agevolare il deposito dei sedimenti del vino quando viene versata.

Stratus

Blood of Grapes

Blood of Grapes di Constantin Bolimond è un esemplare unico nel suo genere che stravolge totalmente il concetto di bottiglia e crea un vero e proprio cuore anatomico in cui viene racchiuso il “sangue dell’uva”. Il vino è il sangue dell’uva, il cuore è il suo vaso. From the heart of France, lo slogan del vino, sembra un vero e proprio incipit che supporta l’intero concetto.

blood of grapes

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