Donne e leadership, un connubio possibile nel mondo del vino

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La giornalista Barbara Sgarzi mette al centro del suo nuovo libro il ruolo femminile nel settore vitivinicolo ed enologico. Oltre 30 interviste tra produttrici, comunicatrici ed esperte che rivendicano più attenzione alle questioni di genere.

di Francesca Ciancio

“Vino, donne e leadership”, l’ultimo libro della giornalista Barbara Sgarzi, è un testo che va letto se ci si occupa di vino. E non è un invito fatto alle sole donne, che sono le protagoniste indiscusse del suo lavoro, ma è una lettura necessaria alla parte preponderante del mondo del vino, ovvero quella maschile. Perché è un libro denso e per nulla divisivo che fornisce tantissimi spunti di cui discutere e sui quali costruire un diverso modo di intendere il rapporto uomo-donna nel mondo del vino. Attraverso più di trenta voci di donne – produttrici, giornaliste, wine writer, marketing manager, influencer – Sgarzi delinea un mondo molto complesso, perché ampiamente sfaccettato. Ecco la prima virtù del testo: non si parla solo di vino! Con quella capacità naturalmente femminile di mettere tutto in relazione, le protagoniste intervistate dalla giornalista ligure raccontano come e quanto il vino sia un mezzo e non un fine. Un modo per stare con gli altri, per capire il proprio team di lavoro, per prendersi cura della natura, per fare un lavoro creativo. Un qualcosa che serve ad affermarsi. Qui entra in gioco la componente ispiratrice del testo, ancora una volta affidata alle testimonianze di chi evidenzia ancora il gap di genere esistente. Illuminanti e utili in tal senso sono le voci dall’estero, figure affermate che hanno dovuto fare i conti non solo con una discriminazione legata al sesso, ma anche, in taluni casi, al colore della pelle. Eppure sono narrazioni di formazione, perché mettono in luce la caparbietà di persone che hanno trasformato uno “svantaggio” in una opportunità.

La Sgarzi è brava a non gettarsi in panegirici sterili, di queste donne infatti mette in luce anche gli spigoli. Come quando Marisa Allegrini confessa di aver fatto un passo indietro per diventare più accogliente e comprensiva o Stevie Kim, managing director di Vinitaly International, che ha cominciato a guardare i fallimenti come sperimentazioni. La scrittrice le segue dalla vigna, proseguendo con la bottiglia e terminando nel calice (che poi sono i tre capitoli in cui è diviso il libro). Allora il terroir diventa l’humus dove nascono le idee, fino a diventare “una gara di idee” inventata da Marina Cvetic per coinvolgere il gruppo di lavoro nella crescita dell’azienda. Oppure la vigna vista come la madre terra che rappresenta l’autorevolezza e non l’autorità secondo la giornalista inglese Jancis Robinson.

L’uso di parole come mentorship, network, empowerment – molto usuali Oltreoceano, quasi del tutto sconosciute al mondo del vino italiano – non sono usate a caso, ma servono per sottolineare l’importanza di fare rete per guadagnare più spazio in un settore ancora a forte traino maschile. In poche parole fare lobby, anche tra donne.

Barbara Sgarzi

Vino, donne e leadership

Il Sole 24 ore, 2022

Prezzo: 16,90 euro

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