Carta vini: la chiave vincente è l’identità

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Utilizzare le carte come dei racconti che catturino il bevitore, è una delle strategie vincenti.

di Irene Forni

Da sempre in equilibrio fra la sua veste di vendita e quella di accattivante selezione che seduce la curiosità e il palato, la carta vini gioca storicamente un importante ruolo nel mondo della ristorazione, ruolo che ha saputo ben gestire nel corso del tempo diventando una vera e propria testimone della cultura del vino e di come questo si sia mosso attraverso le tavole di tutto il mondo.

Ogni appassionato, esperto ma anche semplice curioso e avventore può tranquillamente aver ben presente la sensazione percepita quando ci si trova fra le mani una selezione attenta, stimolante e distintiva, che riesca a catturare l’attenzione e la curiosità, suscitando la voglia di scoprire nuove etichette e nuovi stili di bere. Ma cosa rende una carta vini uno strumento che davvero possa incarnare quell’equilibrio fra veicolo comunicativo e di vendita e infine di coinvolgimento per il cliente? Per gli esperti o appassionati del settore questo può essere un argomento scontato o magari già sentito e affrontato, ma quello su cui spesso non ci si sofferma è l’identità.

Quella che abbiamo posto potrebbe sembrare una domanda scontata ma è importante comprendere come si definisce l’identità di una selezione di prodotti costruiti ed elaborati da altri e che spesso segue trend definiti dal mercato. La risposta oltre a non essere scontata trova la sua origine alla base di questo strumento, ovvero durante la sua costruzione. Nel momento storico che stiamo vivendo, reduce non del tutto da una pandemia e con una guerra che bussa alla nostra porta, il settore ristorativo ha subito importanti danni e tuttora vive uno stato di crisi molto forte. Diventa dunque ancor più importante per i ristoratori creare o rafforzare l’identità del proprio locale così da potersi posizionare nel miglior modo possibile sul forte mercato dell’offerta gastronomica. Fra tutte le strategie che ci possono venire in mente una delle migliori è certamente quella di creare una carta vini identitaria e distintiva capace di attirare un pubblico molto più ampio di amanti del vino.

Attenzione, questo non significa andare a screditare l’essenziale ruolo che il menu incarna, tutt’altro. Significa trovargli un degno compagno, che valorizzi l’offerta gastronomica rendendola una vera e propria esperienza da provare. Detto questo, come si crea identità in una carta vini? Il selezionatore gioca il ruolo fondamentale. La sua conoscenza del vino deve essere certamente importante, basilare, ma ancora più essenziale è la relazione che egli ha con il proprio gusto e la conoscenza di questo. Il punto è forse il più semplice ma anche il più fondamentale. Creare una carta vini che sia commercialmente competitiva, ambita e ricercata per un esperto del settore, che conosce il mondo del vino, i trend, i vari prodotti così detti “civetta” e il target al quale risponde il proprio locale può essere davvero molto semplice, ma sarà il suo gusto e la sua esperienza a rendere differente l’offerta.

Un fattore molto importante e di cui spesso si parla ma non si mette in pratica è il forte potere di racconto che il mondo del vino porta con sé e che senza pensarci non attribuiamo alle nostre carte vini. Queste carte che ogni giorno passano dalle nostre mani a quelle del cliente sono dunque il canale perfetto per creare questi racconti, narrazioni di offerta ma anche di esperienza di bere e di saper bere. Creare percorsi che seguono un gusto personale non è un errore, anzi, rappresenta un importante stimolo per il cliente di conoscere luoghi e perché no, anche momenti in cui il vostro gusto era diverso e poi si è evoluto. L’identità è la chiave basilare per ogni tipo di attività e progetto, amare il vino significa seguirne la storia, i territori e il riflesso che queste realtà hanno avuto su di noi e sul nostro gusto.

Ed è così che una carta vini diventa realmente vincente.

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