Sforzato Wine Stage: la 16esima tappa del Giro d’Italia celebra il rosso di Valtellina

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Sarà la Valtellina enoica la grande protagonista della corsa ciclistica più importante d’Italia. In onore al suo celebre vino, lo Sforzato di Valtellina DOCG, la tappa del 24 maggio si chiamerà Sforzato Wine Stage.

di Giovanna Romeo

Vino e ciclismo un gemellaggio sempre più frequente che il 105esimo Giro d’Italia, la corsa ciclistica che dal 06 al 29 maggio 2022 percorrerà buona parte d’Italia, non mancherà di celebrare attraversando le strade dello Sforzato con una tappa in suo onore chiamata Sforzato Wine Stage. Il popolare vino di Valtellina sarà protagonista il 24 maggio nel percorso più interessante e difficile della competizione. Il tappone dolomitico, molto seguito dagli appassionati perché ogni volta così bello da togliere il fiato, partirà da Salò e arriverà all’Aprica. Duecento chilometri e un dislivello totale di 5.440 metri conpresivi del passaggio sul celebre Passo del Mortirolo, una tra le salite più impegnative che il giro preveda, inserita a partire dal 1990 nel percorso del Giro d’Italia e considerato la montagna di Marco Pantani – nel 1998 fu teatro dell’ascesa vittoriosa del “pirata” -.

La tappa Sforzato Wine Stage è uno spettacolo nello spettacolo lungo le strade di un vino italiano figlio di una viticoltura eroica da preservare. La partenza è prevista da Salò, in provincia di Brescia, per continuare dentro la Val Sabbia e dopo Bagolino scalare la cima del Goletto di Cadino, 1943 metri di altezza. Risalita la Valle Camonica si scalerà il Mortirolo da Monno, esattamente come nel 2017. Le strade del vino saranno la discesa a Grosio, superando Teglio e giungendo infine all’Aprica attraverso il valico di Santa Cristina.

Lo Sforzato, vino simbolo ed eccellenza Valtellinese, è il primo vino rosso passito secco ad avere ricevuto nel 2003 la denominazione di origine controllata e garantita. Le uve Nebbiolo, citate fin dall’epoca carolingia e chiamate in loco Chiavennasca, probabilmente perché portate in questi luoghi dalla valle Chiavenna, vengono fatte passire nei fruttai nei giorni successivi alla vendemmia. L’obiettivo è “sforzare” le uve, ovvero concentrarle dando vita a una base di significativa potenza e struttura, ma allo stesso tempo di grande finezza. La cura è nell’abilità nell’appassimento, nell’arte del saper aspettare, nel tempo di attesa nell’asciugare nei fruttai. La lenta fase di appassimento permette la disidratazione naturale e parziale delle uve che deve protrarsi fino ad almeno l’inizio di dicembre, quando finalmente possono essere pigiate. Solo dopo 20 mesi, che decorrono dal primo aprile successivo alla vendemmia, lo Sforzato può essere messo in commercio. Dei 20 mesi di affinamento, almeno 12 devono avvenire in legno.

Icona del territorio è un vino identitario, di vigna e di cantina, di natura e di mente. Una produzione che richiede cura, dedizione, passione e vocazionalità.

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