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Intervista Gunther Di Giovanna

Vino e olio? Cartolina di una verdissima Sicilia

Tempo di lettura: 6 minuti

Parola di Gunther Di Giovanna, Presidente della Strada del Vino e dei Sapori Sicani.

di Valeria Lopis Rossi

Menfi, Sciacca, Sambuca, Contessa Entellina, Montevago e Santa Margherita Belice sono i comuni partner della Strada del Vino e dei Sapori delle Terre Sicane, distretto enoico – e non solo – della Sicilia centrale.

Un itinerario verticale che dal mare risale verso i monti sicani attraversando paesaggi prospettive diverse dell’isola, tra vigne ed uliveti sono numerosi i siti archeologici a testimonianza delle civiltà più antiche che qui praticavano già agricoltura e pastorizia.

Intervista Gunther Di Giovanna

Intorno alle campagne, la particolarità di questa parte di Sicilia è rappresentata dai borghi che legano indissolubilmente presente e passato con una vita che assume contorni e ritmi unici, valorizzati con iniziative popolari come la vendita delle case al prezzo simbolico di 1€ e riconoscimenti come quello ottenuto da Sambuca di Sicilia nel 2016 di “Borgo dei borghi”. 

Vige, soprattutto a Sambuca di Sicilia, un elogio della lentezza che è una regola non scritta ma moralmente valida che influenza ogni forma di vita. Si osteggia la frenesia e a ricordarlo in Piazza della Vittoria c’è il “Lumacone” monumento che invita alla flemma ordinaria. A pochi metri dall’installazione che inneggia alla “slow life” campeggia Palazzo Pannitteri, luogo storico degli incontri del dopo lavoro contadino e sede della Strada del Vino e dei Sapori Sicani.

Di Giovanna, vigneti, crediti Benedetto Tarantino photo, Atelier790 design, Winery Tasting Sicily
Di Giovanna, vigneti, crediti: Benedetto Tarantino photo, Atelier790 design, Winery Tasting Sicily

Un organismo complesso quello della Strada che in poco più di 20 anni, nata il 28 febbraio 2002, ha creato aggregazione in un territorio vasto e non facilmente collegato, generando opportunità di crescita e di coesione: 42 gli associati a oggi, tante le cantine ma anche produzioni d’eccellenza casearia e di trasformazione, strutture d’accoglienza e attività ricettive. Dopo la guida di Alessio Planeta e poi di Marilena Barbera, fuoriclasse e visionari del vino siciliano, l’attuale presidenza è in mano a Gunther Di Giovanna erede di una delle più antiche famiglie del vino in Sicilia.

Gunther Di Giovanna crediti: Benedetto Tarantino photo, Atelier790 design, Winery Tasting Sic
Gunther Di Giovanna crediti: Benedetto Tarantino photo, Atelier790 design, Winery Tasting Sicily

“Dalle nostre parti continua a piovere e questo comporta una serie di rischi e quindi è un problema che affrontiamo con i mezzi a disposizione che sono quelli del biologico, possiamo usare soltanto zolfo e rame, prodotti non sistemici. In questi giorni registriamo una tarda primavera molto anomala, io ho 54 anni di cui almeno 40 trascorsi in vigna e non ricordo una stagione cosi”. È questo l’incipit della conversazione con Gunther, mamma tedesca e moglie statunitense, il suo vissuto è al contempo locale e internazionale ma ha scelto questo angolo di Sicilia per mettere radici.

“Il cambiamento climatico è in atto ma per comprenderlo dobbiamo verificare le sequenze di questi eventi meteorologici che al momento rappresentano una novità a cui non siamo abituati a rispondere. La dote che ogni imprenditore e viticoltore deve avere è saper osservare e assecondare le novità climatiche: ogni anno è diverso e a volte arrivano degli imprevisti di non poco conto. Per il resto i vigneti hanno una vigoria eccezionale, c’è un buon carico produttivo, equilibrato. Dalle Terre Sicane c’è da aspettarsi un’annata fresca e presumo che avremo una vendemmia che si svolgerà un po’ più in avanti rispetto alla norma e con dei gradi zuccherini contenuti”, anticipa il presidente della strada sicana che è anche produttore dell’omonima cantina, condotta insieme al fratello Klaus, che punta su vitigni autoctoni ed alloctoni alle pendici della riserva naturale protetta del Monte Genuardo con quasi 100 ettari di proprietà composta da 65 ettari di vigneti, 14 di oliveti e 21 di campi di grano e foreste.

Monte Genuardo crediti: Benedetto Tarantino photo, Atelier790 design, Winery Tasting Sicily
Monte Genuardo crediti: Benedetto Tarantino photo, Atelier790 design, Winery Tasting Sicily

“Il valore più importante dei Sicani è il paesaggio. Chi c’è stato prima di noi ha lasciato in eredità quella che è una vera composizione d’arte che colpisce per la diversità e per il verde, il colore dell’attualità, di adesso. Questa era una Sicilia arida, scolorata, assolata.  I nostri antenati hanno con impegno e sacrificio costruito un paesaggio ricco di vigne e di uliveti, di generazione in generazione si sono presi cura del territorio e lo hanno tramandato a noi. Un paesaggio che attira con la sua energia e la sua bellezza turisti ed enoturisti che viaggiando con la macchina vedono questa natura ricca, irresistibile, chi cerca un’esperienza trova nei sicani un percorso pieno, autentico. A contatto con i nostri vignaioli è possibile maturare una consapevolezza che parte dal paesaggio e arriva al risultato finale di vino ed olio che diventano insieme piacere e nutrimento, comprendendo quanto lavoro e quanta integrità c’è lungo tutta la filiera di lavoro. Vino ed olio extravergine di oliva sono la cartolina di questo areale e raccontano molto bene chi siamo, ad esempio l’olio che consiglierei di assaggiare è il tradizionale blend delle cultivar locali Biancolilla e Nocellara del Belice: anticamente i nostri nonni raccoglievano e mettevano tutto insieme, ancora oggi quella rimane nel mio percepito la massima espressione olearia del luogo”.

Di Giovanna, Vigneto Paradiso, crediti: Benedetto Tarantino photo, Atelier790 design, Winery Tasting Sicily
Di Giovanna, Vigneto Paradiso, crediti: Benedetto Tarantino photo, Atelier790 design, Winery Tasting Sicily

“La strada ha messo insieme pubblico e privato – continua Gunther – un collettivo di progetti tra i quali ricordo un’esperienza con la Tunisia che è servita per rinsaldare il collegamento e l’identità mediterranea delle nostre produzioni; un’altra iniziativa molto importante è stata quella legata alla cartellonista che tutt’oggi favorisce chi viene a trovarci con indicazioni utili. Poi c’è il Terre Sicane Wine Fest, un appuntamento fisso a fine luglio che unisce i produttori del comprensorio in un clima di festa, tanti i protagonisti come Leonardo Spera, sindaco di Contessa Entellina che con la sua partecipazione attiva in questi anni ha dimostrato di credere e sostenere fortemente il vino e le produzioni gastronomiche del territorio. E poi c’è Gori Sparacino che rappresenta la continuità e una delle persone che ha maggiormente contributo al compattamento e alla riorganizzazione delle Terre Sicane, Direttore della Strada del Vino Terre Sicane e Direttore di Iter Vitis, itinerario culturale riconosciuto dal Consiglio d’Europa – l’unico in tutta Europa che si occupa della valorizzazione delle attività collegate alla cultura del vino – nominato recentemente Direttore della Federazione Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori d’Italia”.

Abbazia Santa Maria del Bosco, Contessa Entellina, crediti: Terre Sicane Wine Fest
Abbazia Santa Maria del Bosco, Contessa Entellina, crediti: Terre Sicane Wine Fest

Il fare, in effetti, si deve sempre alle persone che riescono a creare connessioni. È così anche nelle aziende. “Per un produttore ogni scelta è almeno una rinuncia, perché per fare bene una cosa ed andare dunque in una precisa direzione necessariamente si scartano altre opzioni: è così per la mia piccola cantina di famiglia che porto avanti con mio fratello Klaus con il quale ci spingiamo verso i mercati internazionali. La prima ragione storica che mamma è tedesca e noi siamo perfettamente bilingue, per cui la Germania è sempre stato un nostro mercato di riferimento, poi è arrivata mia moglie Melissa che è il terzo pilastro dell’azienda che ci ha guidato verso gli USA con la sua grande esperienza nel mercato statunitense e newyorkese. Produciamo 250.000 bottiglie, la nostra è una realtà artigianale, niente a che vedere con le grandi cantine anche di questo territorio, e vendiamo in Australia, Giappone ed Europa del nord. Questa scelta purtroppo a scapito di una presenza nei mercati locali e nazionali che vorremmo maggiormente partecipe: il futuro potrebbe essere diverso, figli e nipoti decideranno presto cosa fare e nulla è escluso purché ci sia passione”.

Gunther & Klaus Di Giovanna, rediti: Benedetto Tarantino photo, Atelier790 design, Winery Tasting Sicily
Gunther & Klaus Di Giovanna, crediti: Benedetto Tarantino photo, Atelier790 design, Winery Tasting Sicily

Mette in campo i sentimenti Gunther. “Questa delle Terre Sicane è stata la Sicilia di Giacomo Rallo e Diego Planeta, del Conte Lucio Tasca e di mio padre Aurelio. Pionieri della rivoluzione che abbiamo avuto il piacere di vivere e goderne i primi frutti, grazie a loro c’è la nostra generazione di cinquantenni che è nelle condizioni ideali per consolidare e sviluppare in modo incredibile il lavoro fatto. Finalmente la Sicilia è un brand con etichette importanti, abbiamo imparato dagli errori e dai precedenti ricavandone grandi insegnamenti. Tutto questo va salvaguardato con orgoglio a cominciare dal paesaggio per tornare a quanto dicevo prima, per offrire quel miglioramento che dovrà essere percepito anche dopo di noi, abbiamo il dovere non soltanto di custodire quanto ci è arrivato ma anche di metterci del nostro. C’è nel vino quella passione, quell’amor che move il sole e l’altre stelle che fa funzionare le cose, che fa andare avanti nonostante tutto. Forse sono di parte o forse no ma ritengo fermamente che il mondo del vino stia dando alla Sicilia ciò che l’isola si merita in termini di tutela, successi, riconoscimenti, e dovrebbe essere preso come paradigma imprenditoriale per tutti”.

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