Cerca
Bottiglie di vino in sfilata

Gennaio ha sbandierato lo start: via al makeover delle vigne, ecco l’anteprima delle stelle enologiche

Tempo di lettura: 3 minuti

di Paolo Porfidio

Mentre molti osservano gennaio come un mese di una lenta (lentissima) ripresa dalle festività, intriso di buoni propositi e rinnovamenti personali – che puntualmente vengono disattesi – , nel mondo del vino questo periodo assume una magica dimensione. È il momento in cui, dopo una breve sosta di insolito silenzio tra i filari, le vigne riprendono il loro ruolo protagonista, danzando sotto le mani esperte degli agricoltori che come artisti saranno pronti a rivelare il loro capolavoro. 

Infatti, in un gennaio che fa da apripista all’anno, il vigneto si prepara a un nuovo atto della sua perpetua performance. È il mese in cui le piante si concedono al taglio ben orchestrato della potatura, una sorta di makeover viticolo fondamentale per la nuova annata in arrivo.

E mentre a Milano si conclude la settimana della moda maschile, nelle cantine di tutto l’emisfero nord  (dall’altra parte del Mondo ci si avvicina alla vendemmia) si apre un periodo di grandi lavori. Immaginate il vigneto come una sartoria d’elite: lo Chardonnay si fa ritagliare un nuovo vestito di freschezza, il Cabernet abbraccia un taglio elegante e sontuoso, mentre lo Zinfandel sfoggia una nuova acconciatura di frutti rossi esuberanti.

E mentre in campagna si pensa al futuro, in cantina gennaio è il backstage della moda enologica, dove i grandi vini si preparano a sfilare sulle passerelle di tutto il mondo.  Perché è proprio questo il mese in cui, per disciplinare, è finalmente possibile rivelare al Mondo intero il sacrificio e l’impegno durato anni ed anni.
In questo caso sono le bottiglie che si preparano a vestirsi elegantemente delle loro etichette prima di essere svelate al grande pubblico!

Spesso infatti ci soffermiamo al cruciale dubbio sul quanto potremo conservare il vino prima di poterlo consumare, ma ci chiediamo mai quanto questo vino ha dovuto affinare prima di poter arrivare nelle nostre mani?

Se possiamo permetterci il lusso (e la pazienza) di attendere per consumare le più grandi bottiglie che acquistiamo, lo dobbiamo proprio alla capacità del produttore di confezionare un grande vino!

Rispondendo a questa domanda, vediamo quali sono i tempi di attesa che deve seguire uno stilista del vino prima di poter far sfilare in passerella le proprie creazioni:

Partiamo dal Barbaresco, vino che rappresenta la vera femminilità ed esuberanza del Nebbiolo di Langa, che prima di poter essere assaggiato dal wine lover, deve attendere almeno 2 anni per la versione Vendemmia e almeno 4 per la tipologia Riserva; le attese crescono per il Re dei Vini ed il Vino dei Re, il Barolo. Per questo nettare, in grado di sprigionare – allo stesso tempo – la finezza e la potenza del Nebbiolo, l’attesa per il produttore è di minimo 3 anni, che diventano 5 nella versione Riserva.

E se stavate pensando quanto possa essere dura per le cantine aspettare questi vini, i colleghi di Montalcino non se la passano di certo meglio: infatti, per poter stappare la prima bottiglia di Brunello, il disciplinare di produzione impone un periodo di affinamento minimo di 5 anni, che diventano 6 nella versione Riserva.

Questo periodo è però necessario per tutti i grandi vini, per smussare i loro caratteri esuberanti ed irascibili dettati dalla giovinezza. È una sorta di educazione primaria di cui il produttore si fa carico prima di affidarci il proprio pargolo. Saremo poi noi a decidere se aspettarne la maturità prima di goderne, o di sguinzagliarlo prendendoci i pro e contro del carattere adolescenziale.
In fondo, come diceva qualcuno (forse per calmare l’impazienza del produttore di vino), “l’attesa del piacere è essa stessa il piacere”!

Ed è quindi gennaio che apre il sipario sul palcoscenico delle presentazioni, dove i vignaioli svelano queste opere d’arte imbottigliate, offrendo agli intenditori un’anteprima dei tesori vinicoli che verranno. Le degustazioni diventano un viaggio attraverso le sfumature sensoriali, anticipando il destino di questi vini nell’anno a venire.

Quindi, cari intenditori e appassionati, mentre il nuovo anno ha fatto il suo ingresso, alzate i calici e brindate a questa sinfonia di potatura, anticipazione delle nuove annate e alle magie delle presentazioni. Il vino, come una buona battuta, migliora col tempo, e gennaio è il prologo di un anno ricco di note aromatiche e bouquet sorprendenti.

E voi, conoscete tutti il “tempo d’attesa” del vostro vino preferito?

Paolo Porfidio

Paolo Porfidio, Sommelier ed Enologo, è head sommelier di Terrazza Gallia dell’ Hotel Excelsior Gallia di Milano, docente e divulgatore, oltre che curatore della Guida Wine List Italia edita da MWW Media – Vendemmie. 

Facebook
Twitter
LinkedIn
TS Poll - Loading poll ...